Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
mercoledì, 20 febbraio 2008

Sapanizza for ever!

Vi prego non ditemi che ero l'unica a non conoscerlo... Sto morendo dal ridere!
Se non sapete chi è il Dr Sapanizza vi consiglio vivamente la visione di questi tre video...
Baci a tutti e i miei migliori complimenti all'autore DonStef!



tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 16:36 | link | commenti (12)
categorie: video, salento, belle iniziative
venerdì, 15 febbraio 2008

Addio a un amico

Io lo chiamavo semplicemente “Pino”, come se lo conoscessi da sempre. Eppure non gli avevo mai parlato. Tante volte, però, sono stata sotto il suo palco a saltellare, cantare e a inebriarmi di quella gioia di vivere che trasmetteva di continuo, che avrebbe trasmesso anche stando in silenzio sul palco a guardare il suo adorato pubblico. Per me lui e la morte non avrebbero mai potuto incontrarsi. Io non ci credo, non era lui dentro quel feretro, non lui, non così giovane, non dopo tutta quella Vita.

Era uno di noi e chiunque lo incontrasse lo capiva subito. Era il cantante della gente, che veniva dalla gente e tra la gente voleva stare, che amava gli stornelli dalle parole semplici e schiette e agli arrangiamenti dell’orchestra preferiva la sua personale band formata dagli elementi che più amava: la sua famiglia. La strofa che amava di più.. come dimenticarla.. “la fimmina ca amanti ne tene doi, la vidi sempre allegra e mara mai…”, un’esplosione di vitalità, passione, gioia. Se un angelo mi avesse detto: "ti esaudisco un desiderio, scegli una persona con cui andare a cena", io avrei scelto lui. Sarebbero state le quattro chiacchiere più divertenti della mia vita, già lo so.

Mi ricordo quella volta ad Alessano in cui il tempo del concerto era scaduto ma lui proprio non aveva voglia di scendere dal palco, di smettere di suonare. Con la sua solita verve disse che l’organizzazione lo stava boicottando e allora aggiunse: “Si continua a suonare, le spese le paga lu Zimba!”. La solita ovazione, e via ancora di stornelli.

pino

Lo voglio ricordare così, come in questa foto, con accanto il suo “Zimbino”, che adorava e a cui aveva insegnato tutto, a cui ha regalato se stesso, lasciandogli in eredità quel tamburello consumato dalle sue mani di contadino, un repertorio indimenticabile e soprattutto l’amore per il mondo, per le piccole cose, per le persone.

Pino, quanto mi mancherai. 

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 09:55 | link | commenti (6)
categorie: musica, tradizioni, salento, taranta, un pensiero per, patrimoni, pino zimba
sabato, 13 ottobre 2007

Straordinario

Ciao a tutti!

Sono ancora viva e soffro al pensiero di non poter scrivere quanto voglio... ma sul fronte lavorativo è un periodaccio! Voi direte "non ti fermi mai", eppure...

Almeno oggi che è sabato sfido il brutto tempo collegandomi in santa pace alla Rete, e guardate cosa ho trovato su You Tube. Guardate soprattutto che talenti abbiamo nel Salento. Questo corto è a dir poco fantastico: pensato bene, realizzato bene, intenso e istruttivo. Dieci minuti da non perdere.

Un complimento gigantesco al suo regista coriglianese, Gabriele Surdo.




tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:52 | link | commenti (7)
categorie: video, tradizioni, salento, cose che ti sollevano, cose poetiche
lunedì, 09 luglio 2007

Un passo indietro (quando ci vuole)

puglia air busQuesta settimana si apre con una bella notizia (dopo che quella precedente si è chiusa su una novità invece pessima, come da foto a seguire). Questo loghino qui a sinistra, tanto caruccio ed estivo, è il segno che qualcosa si muove, e non solo in senso letterale ma anche e soprattutto nella testa di imprenditori e politici.

Qualche tempo fa ho rotto le scatole sulla questione trasporti, lamentandomi in particolare dell'inefficienza e dell'inadeguatezza dei servizi sulla tratta aeroporti fuori mano - mondo civile - Otranto in particolare. Non so se il mio post sia stata la causa scatenante del cambiamento (seeeeh!), ma stavolta, almeno su qualche punto, sono costretta a ricredermi e lo faccio molto felicemente perché quando qualcosa va per il verso giusto nella mia piccola e cara terra sono la prima a gioire.

Ebbene, venendo al dunque, qualche giorno fa è ufficialmente nato un servizio confortante, "Puglia Air Bus", che collegherà gli aeroporti di Bari e Brindisi con le principali località della Puglia.

C'è di stra-positivo che:
- ebbene sì, il viaggio continua! Niente più macchinose elucubrazioni su come andare in aeroporto o tornare a casa, niente più turisti lamentosi o dispersi nella campagna brindisina;
- il servizio è assolutamente gratuito, basta aver prenotato un volo, anche low cost, che porti in Puglia;
- la prenotazione è semplice e democratica: via internet sono pochi passi, poi basta stampare la ricevuta; ma c'è anche la possibilità di presentarsi direttamente all'autista con la cedola in mano, e lui farà di tutto per trovarvi un posticino sull'autobus;
- finalmente la società Aeroporti di Puglia ha capito che se vuole aumentare il proprio giro d'affari qualcosina la deve anche sborsare, magari con un aiutino della Regione;
- le destinazioni non sono solo le città maggiori ma anche quelle con maggiore attrattività turistica, quindi anche la nostra Otranto (servita anche da Bari), oltre a Gallipoli, Leuca, San Foca, Torre dell'Orso.

C'è di negativo che:
- la rete non è super-capillare (ma accontentiamoci, a Otranto in fondo arrivano 2 corse al giorno, meglio della vecchia e tanto amata Roana dalla Grecia!)
- ci si ostina a tenere l'Hotel Tiziano di Lecce come City Terminal (peccato che se uno voglia andare, che ne so, a Gagliano del Capo, gli tocca andare a piedi alla Stazione)
- si sta facendo poca pubblicità, per esempio le compagnie che effettuano voli in Puglia ne sanno qualcosa? Oppure un utente medio della Rete deve sperare in un accesso fortuito al sito per volere divino?
- il servizio termina il 15 settembre, data in cui tutte le carrozze di Otranto a mezzanotte torneranno zucche, e noi torneremo ad essere delle meste Cenerentole. Speriamo almeno di aver guadagnato un principe nel frattempo!

(In tutto ciò non ho capito una cosa: ma quale diavolo è "Piazzale Le Palme" a Otranto? Il terminal del bus dovrebbe essere proprio lì. Ho qualche dubbio che abbiano pensato a un posto un po' periferico, quindi saremmo punto e accapo, in effetti)
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:23 | link | commenti (6)
categorie: salento, otranto, autocoscienza, trasporti, cose che ti sollevano
venerdì, 29 giugno 2007

Santu Paulu meu de le tarante...

tarantismo... famme na grazia a mie e a tutte quante.  Eccoci qua. 29 giugno, Galatina. Il giorno in cui San Paolo esorcizza tarantati e tarantate. Il tripudio di quella che è la caratteristica forse più nota della nostra cultura popolare: il tarantismo.

Non mi profonderò in spiegazioni storiche, antropologiche, linguistiche. Immagino che ne siate saturi. Mi limiterò a dire a parole ciò che in fondo trasmette da sola l'immagine qui sopra: io amo questa tradizione per il suo mix unico di sensualità, misticismo, popolo, parole e note, passione, comunità.

Galatina, in fondo, oggi è un po' il centro del mondo, o almeno del Salento. Allora non è famosa solo per l'Ospedale in cui siamo nati un po' tutti, o per l'unico ristorante messicano nel giro di km e km, e nemmeno per la "Zona franca", dove una birra in compagnia è sempre piacevole. A Galatina c'è il fulcro di quella cultura secolare che ci vantiamo di avere ma che soprattutto portiamo nel cuore, pensando ai nostri avi che magari hanno suonato per una tarantata, o ne hanno avuta una in casa, o si limitivano a credere che la pizzica potesse salvare le vite, o semplicemente adoravano quella musica, la cantavano con naturalezza, componevano strofe al mattino nella strada verso la campagna, o al tramonto davanti a una frisa assaporata in compagnia all'ombra degli ulivi.

Fate un giro nel centro storico di Galatina quando il sole è a picco, entrate nelle chiesette e perdetevi nelle stradine. Sentirete anche voi la Storia camminarvi accanto. Sarà molto meglio di tutte quelle miriadi di concerti e concertini in ogni dove, diventati ormai una prerogativa degli sballoni, del vino/acqua nelle bottiglie di plastica, dei picnic sull'erba e dell'artigianato africano.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 11:30 | link | commenti (4)
categorie: estate, tradizioni, salento, taranta, santi e patroni
venerdì, 22 giugno 2007

Ma quando ci evolviamo?

salentoinbus-sitoSul "miglior modo di viaggiare" avrei qualche dubbio, ma l'intenzione c'è e anche qualche beneficio. Lasciando perdere il sito (che di bello ha questa home page ma per il resto è un po' sguarnito, ma comunque grazie al cielo da quest'anno esiste), "Salento in bus", la cui stagione 2007 è partita ieri, è effettivamente solo il minimo che la nostra piccola terra può fare per ottimizzare i trasporti, perlomeno dopo l'illusione della famigerata linea metropolitana ad alta tecnologia, che secondo me è come il ponte sullo Stretto, ovvero non si farà mai.

I trasporti sono essenziali per lo sviluppo del Salento e i nostri amministratori sembrano non volerlo capire. E non solo d'estate: dovrebbero essere efficienti tutto l'anno, per noi che ci abitiamo e non solo per i turisti, per noi che abbiamo l'auto dal meccanico e dobbiamo andare a lavorare lo stesso, per noi che studiamo all'università e vorremmo non alzarci alle 4 per prendere l'unico bus disponibile, per noi che vorremmo tenere aperti gli agriturismi e gli hotel più a lungo ma non abbiamo il coraggio di dire sempre ai clienti: "mi raccomando portate la macchina".

Prendiamo il caso dell'aeroporto. Il perché non si voglia aprire al pubblico quello di Galatina sembra il quarto mistero di Fatima (e se lo dessero sempre alla stessa ditta di Brindisi e Bari? niente da fare, nemmeno così). Ma accontentiamoci di quello di Brindisi: non so se l'avete frequentato negli ultimi tempi, ma dopo il restyling è davvero carino e moderno. Peccato che, semplicemente attraversandone la soglia, ci sia il nulla. C'è l'autobus per Lecce, direte voi. Ok, ma indovinate dove vi lascia: al city terminal. Un nome che va preso alla lettera, perché ti porta esattamente dove finisce la città. Avete presente il Bar Commercio? Immaginate un turista di mezza età, magari europeo o americano, che scende e chiede dov'è la stazione. Come potrà reagire quando scoprirà che dista diversi km e che le circolari sono come fantasmi? Ma soprattutto, una volta giunto distrutto al sospirato treno (o littorina, che è meglio) come prenderà il fatto di impiegare circa 1 ora e mezza con 1 cambio per arrivare a Otranto (a soli 40 km?).

Non sono io che sono un genio, sono osservazioni elementari. Eppure non si muove una foglia, a parte il modestissimo Salento in Bus. E' una questione di mentalità. Vi racconto questa: un mio amico doveva andare a Milano. Ha lasciato la macchina a Lecce e ha chiesto allo sportello della stazione come si raggiungesse l'aeroporto. Ecco la tragicomica risposta (immaginatevela detta con un accento bello pesante e la voce nasale): "Senti bello, qui solo due o tre treni scassati abbiamo".
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 11:31 | link | commenti (6)
categorie: aneddoti, salento, trasporti, salento in bus

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Otranto

Amo sempre più

L'autonomia di azione, l'indipendenza di pensiero, la spontaneità della parola.
Le persone umili.
Quelli che quando camminano si guardano intorno, per vedere gli altri, le case, le cose.
I bambini.
Le tradizioni popolari salentine.
Il cinema italiano.
Il buon cibo e il buon vino.
E la mia Otranto, of course

Tollero sempre meno

I politici e i politicanti.
Quelli che se la tirano.
I turisti che non sanno se sono a Otranto o a Ostuni, tanto per loro è uguale.
Gli amministratori incompetenti.
Le persone che non sorridono mai e quelle che non capiscono l'ironia.
Gli uomini allupati.
Il cibo giapponese e cinese.

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