"E ora Tinto Brass sogna di fare un film al Faro di Palascia"Bentrovati a tutti!

Insomma, le nostre spiagge non fanno parte delle 104 più “di qualità”, e come dare torto alla Fee (Fondazione per l'educazione ambientale) se per "qualità" si intendono cosette come eco-compatibilità, rispetto del paesaggio, strutture adeguate, giusto smaltimento dei rifiuti, e un efficiente impianto fognario…
Insomma, questo marchietto non ci farebbe improvvisamente diventare ricchi né ci garantirebbe l’afflusso eterno dei turisti di tutto il mondo, però sarebbe garanzia di una “cultura”, sì: che ancora non abbiamo.
P.S. Nel frattempo il mio matrattato blog ha compiuto un anno.
Io lo chiamavo semplicemente “Pino”, come se lo conoscessi da sempre. Eppure non gli avevo mai parlato. Tante volte, però, sono stata sotto il suo palco a saltellare, cantare e a inebriarmi di quella gioia di vivere che trasmetteva di continuo, che avrebbe trasmesso anche stando in silenzio sul palco a guardare il suo adorato pubblico. Per me lui e la morte non avrebbero mai potuto incontrarsi. Io non ci credo, non era lui dentro quel feretro, non lui, non così giovane, non dopo tutta quella Vita.

Lo voglio ricordare così, come in questa foto, con accanto il suo “Zimbino”, che adorava e a cui aveva insegnato tutto, a cui ha regalato se stesso, lasciandogli in eredità quel tamburello consumato dalle sue mani di contadino, un repertorio indimenticabile e soprattutto l’amore per il mondo, per le piccole cose, per le persone.
Il Salento non è solo lu sule lu mare lu jentu. Ci piace polemicamente dire così quando, come spesso capita, ci sentiamo etichettati da chi non ci conosce bene. E, come direbbero i più acculturati, ne abbiamo ben donde! La nostra terra è ricca di tesori naturali, storici, culturali. E uno dei più preziosi è di certo il Mosaico Pavimentale della Cattedrale di Otranto. Un’opera d’arte non fine a se stessa, non puramente decorativa. Il Mosaico, con il suo Albero della Vita che sorregge re, regine, imperatori, astri, mestieri, personaggi mitici e biblici, è la summa della cultura cristiana e bizantina, sacra e profana, dalle origini fino all’anno Mille, quando Pantaleone, un semplice monaco otrantino, la pensò e poi la realizzò.
Anni fa un accurato e lunghissimo lavoro di restauro portò a Otranto specialisti da tutto il mondo. Il risultato fu memorabile.
Già, perché c'è davvero da fare. Da conservare, da proteggere (visto che qualcuno si ostina ancora a lavare un'opera millenaria col Fabuloso!!), da difendere (lo sapevate che è di moda tra i turisti staccare, quando sono inosservati, alcune tesserine per portarsele a casa come ricordo? Io non mi sognerei di farlo, anche se, confesso, qualche flash alla Gioconda l'ho fatto), ma soprattutto da saper utilizzare (non vendere, utilizzare) al meglio.
Ogni tanto qualcosa di buono succede. Il Comitato è già in azione. Salviamo re Artù (nella foto) & CO!