Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
lunedì, 07 luglio 2008

Ce la possiamo fare

E' dovuto arrivare il 5 luglio, ma pare che alla baia stia iniziando il ripristino delle impostazioni di default.

Yahoo!!
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categorie: mare, estate, otranto, fortuna, battaglie, belle iniziative, baia dei turchi, cose che ti sollevano, patrimoni
venerdì, 04 luglio 2008

La cosa non mi piace

palascia"E ora Tinto Brass sogna di fare un film al Faro di Palascia"

Pare che il regista in questione abbia scelto come location il suddetto Faro per l'esplicito "richiamo anatomico" che Brass riscontra nel nostro simbolico e combattutto momumento.
Altro che "Faro dei Popoli", "Luce del Mediterraneo", ecc. Hai voglia a fare festival e comitati. Sarà meglio che si sbrighino a ridargli un valore prima che sia troppo tardi.

Il cinema è un'arte straordinaria ma questo è troppo.
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categorie: indignazione, palascia, patrimoni
mercoledì, 14 maggio 2008

Ciao ciao, Fee

Bentrovati a tutti!

bandiereblu

Mentre giunge la notizia (direi ottima) di un prossimo restauro del nostro meraviglioso e prezioso mosaico pavimentale (sarà presentato domani a Bari), giunge però anche quella meno confortevole delle Bandiere Blu, che anche quest’anno hanno completamente disdegnato Otranto, e per la verità l’intero Salento!

Insomma, le nostre spiagge non fanno parte delle 104 più “di qualità”, e come dare torto alla Fee (Fondazione per l'educazione ambientale) se per "qualità" si intendono cosette come eco-compatibilità, rispetto del paesaggio, strutture adeguate, giusto smaltimento dei rifiuti, e un efficiente impianto fognario…

Insomma, questo marchietto non ci farebbe improvvisamente diventare ricchi né ci garantirebbe l’afflusso eterno dei turisti di tutto il mondo, però sarebbe garanzia di una “cultura”, sì: che ancora non abbiamo.

P.S. Nel frattempo il mio matrattato blog ha compiuto un anno. 

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 13:26 | link | commenti (7)
categorie: mare, bandiera blu, patrimoni
venerdì, 15 febbraio 2008

Addio a un amico

Io lo chiamavo semplicemente “Pino”, come se lo conoscessi da sempre. Eppure non gli avevo mai parlato. Tante volte, però, sono stata sotto il suo palco a saltellare, cantare e a inebriarmi di quella gioia di vivere che trasmetteva di continuo, che avrebbe trasmesso anche stando in silenzio sul palco a guardare il suo adorato pubblico. Per me lui e la morte non avrebbero mai potuto incontrarsi. Io non ci credo, non era lui dentro quel feretro, non lui, non così giovane, non dopo tutta quella Vita.

Era uno di noi e chiunque lo incontrasse lo capiva subito. Era il cantante della gente, che veniva dalla gente e tra la gente voleva stare, che amava gli stornelli dalle parole semplici e schiette e agli arrangiamenti dell’orchestra preferiva la sua personale band formata dagli elementi che più amava: la sua famiglia. La strofa che amava di più.. come dimenticarla.. “la fimmina ca amanti ne tene doi, la vidi sempre allegra e mara mai…”, un’esplosione di vitalità, passione, gioia. Se un angelo mi avesse detto: "ti esaudisco un desiderio, scegli una persona con cui andare a cena", io avrei scelto lui. Sarebbero state le quattro chiacchiere più divertenti della mia vita, già lo so.

Mi ricordo quella volta ad Alessano in cui il tempo del concerto era scaduto ma lui proprio non aveva voglia di scendere dal palco, di smettere di suonare. Con la sua solita verve disse che l’organizzazione lo stava boicottando e allora aggiunse: “Si continua a suonare, le spese le paga lu Zimba!”. La solita ovazione, e via ancora di stornelli.

pino

Lo voglio ricordare così, come in questa foto, con accanto il suo “Zimbino”, che adorava e a cui aveva insegnato tutto, a cui ha regalato se stesso, lasciandogli in eredità quel tamburello consumato dalle sue mani di contadino, un repertorio indimenticabile e soprattutto l’amore per il mondo, per le piccole cose, per le persone.

Pino, quanto mi mancherai. 

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 09:55 | link | commenti (6)
categorie: musica, tradizioni, salento, taranta, un pensiero per, patrimoni, pino zimba
lunedì, 28 gennaio 2008

Qualcosa di buono (per il mosaico)

mosaicoIl Salento non è solo lu sule lu mare lu jentu. Ci piace polemicamente dire così quando, come spesso capita, ci sentiamo etichettati da chi non ci conosce bene. E, come direbbero i più acculturati, ne abbiamo ben donde! La nostra terra è ricca di tesori naturali, storici, culturali. E uno dei più preziosi è di certo il Mosaico Pavimentale della Cattedrale di Otranto. Un’opera d’arte non fine a se stessa, non puramente decorativa. Il Mosaico, con il suo Albero della Vita che sorregge re, regine, imperatori, astri, mestieri, personaggi mitici e biblici, è la summa della cultura cristiana e bizantina, sacra e profana, dalle origini fino all’anno Mille, quando Pantaleone, un semplice monaco otrantino, la pensò e poi la realizzò.

 Erano adagiate su quel pavimento, nel 1480, le donne e i bambini che, con il cuore a pezzi, piangevano i loro mariti che stavano sfidando, impotenti e coraggiosi, l’esercito turco. Fu quel pavimento a macchiarsi di sangue quando quegli stessi uomini saraceni fecero irruzione in Cattedrale e con le scimitarre ferirono a morte il Pastore della chiesa otrantina, Stefano Pendinelli.

C'è anche chi dice che Dante ne trasse ispirazione per la Commedia, ma questa è un’altra storia, anzi, un’altra leggenda.

Anni fa un accurato e lunghissimo lavoro di restauro portò a Otranto specialisti da tutto il mondo. Il risultato fu memorabile.

Da qualche anno a questa parte l’incuria sta intaccando il nostro tesoro. Se ne era accorto qualche giornalista e qualche studioso, e ci scommetto, anche la stessa Curia. Ma come sempre, non se ne parlava né si faceva nulla. Ora invece, complice una recente inchiesta di LeccePrima sullo stato del mosaico, la questione è bazata alle cronache quotidiane e udite udite.. è nato un Comitato! Dopo quello della Baia e quello per la Palascia è il terzo nato qui da noi.

Già, perché c'è davvero da fare. Da conservare, da proteggere (visto che qualcuno si ostina ancora a lavare un'opera millenaria col Fabuloso!!), da difendere (lo sapevate che è di moda tra i turisti staccare, quando sono inosservati, alcune tesserine per portarsele a casa come ricordo? Io non mi sognerei di farlo, anche se, confesso, qualche flash alla Gioconda l'ho fatto), ma soprattutto da saper utilizzare (non vendere, utilizzare) al meglio.

Ogni tanto qualcosa di buono succede. Il Comitato è già in azione. Salviamo re Artù (nella foto) & CO!

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 19:23 | link | commenti (14)
categorie: belle iniziative, otrantini, patrimoni

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Otranto

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Le tradizioni popolari salentine.
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E la mia Otranto, of course

Tollero sempre meno

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