Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
lunedì, 07 luglio 2008

Ce la possiamo fare

E' dovuto arrivare il 5 luglio, ma pare che alla baia stia iniziando il ripristino delle impostazioni di default.

Yahoo!!
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 13:10 | link | commenti (4)
categorie: mare, estate, otranto, fortuna, battaglie, belle iniziative, baia dei turchi, cose che ti sollevano, patrimoni
venerdì, 04 luglio 2008

La cosa mi piace

concerto edisonA Otranto il primo concerto per la musica sostenibile di Edison "Change the Music".
La manifestazione, che si terrà domenica 13 luglio a partire dalle ore 19.00 in Via delle Torri, sul Lungomare di Otranto, vedrà sul palco il cantante rap Mondomarcio e i gruppi Velvet, Aprés la Classe e Mallory Switch, oltre a sei band emergenti selezionate nell'ambito del progetto Edison "Change the music", la prima iniziativa che promuove il risparmio energetico nel mondo musicale.
In veste di presentatrice, Elena di Cioccio, Vj di All Music.  L'ingresso al concerto è gratuito.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 09:53 | link | commenti (1)
categorie: musica, estate, otranto, belle iniziative
lunedì, 21 gennaio 2008

Otranto e la tv - parte II

otrantotv
Sono passate 3 settimane dal concerto più dispendioso della storia otrantina, l’Alba dei Popoli, eppure le polemiche, nate con il 2008, non vogliono ancora spegnersi, anzi si stanno riacutizzando, tanto che è la stessa Mamma Rai, in questi giorni, a portare la questione dei collegamenti fittizi e dei soldi perduti nei piani alti di Viale Mazzini.

 

Il fatto è che la tv non ci rende giustizia, secondo me. Confeziona e trasmette immagini talmente stereotipate sul nostro conto che poi è quasi ovvio che si formino opinioni come quella di Marco Ferrante (vedi post precedente).

Sentite per esempio questa. In paese viene annunciato in pompa magna un servizio televisivo dedicato a Otranto a “Effetto Sabato” (condotto guardacaso dalla stessa squinzia dal lessico poverello che conduceva il concertone di Capodanno) su Rai Uno. Mi sono sorbita oltre un’ora di programma per poter vedere questa fantomatica opera. Ma che delusione! Due immaginette in croce, un montaggino del mosaico e per il resto tamburelli e ballerine. Durata totale: 2 minuti. In altre parole, un’elemosina catodica (e chissà quanto materiale girato avevano a disposizione, e la conduttrice, nelle sue ore otrantine, un lancio parlato proprio non lo poteva fare?). Ma soprattutto una povertà di contenuti da far paura. Poco dopo, la Isoardi si collega con Bardonecchia. Il tizio parla, cammina, descrive il paesaggio, dà voce alle vecchiette più brille della storia, poi esclama: “Ah, vi ricordo che Bardonecchia è la città più a Ovest d’Italia!”. E allora dalla mia bocca non poteva che uscire un sonoro VAFF!

Ah! …Che nostalgia per quelle orette di Mengacciana memoria, una domenica piovosa di oltre 10 anni fa, quando davvero il reportage era approfondito, colorito, e l’atmosfera paesana evaporava da tutti i pixel, senza cercarla, senza provocarla, senza costruirla. Quando il sindaco con la sua fascetta tricolore veniva intervistato mentre la tramontana gli faceva volare via tutto. Quando gli artigiani otrantini si esibivano nell'arte musiva o con il tornio ...

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 15:57 | link | commenti (8)
categorie: immagine, otranto
sabato, 12 gennaio 2008

Matrix e la Puglia. Abbiamo perso l'identità?

matrix"Otranto, la città più bella, la città dei trulli, quella con le palle di pietra dei bombardamenti saraceni davanti ai portoni, è stata talmente restaurata da sembrare finta".


Sono parole di Marco Ferrante, giornalista con una lunga carriera (dal Corriere del Mezzogiorno al Foglio fino al Tg5), che rientrano in un servizio sulla Puglia mandato in onda ieri sera a Matrix, su Canale 5. L'argomento della puntata non era "la globalizzazione" o "l'economia turistica", niente di così serio: era semplicemente una nemmeno tanto implicita marchetta al film "L'allenatore nel pallone 2", uscito al cinema proprio in questi giorni.

E così, con il pretesto di rendere omaggio a Lino Banfi, ospite principale della trasmissione, il buon Ferrante decide di vuotare il sacco e riempie il servizio di sue opinioni e teorie personali (come vi dirò dopo). Banfi diventa, nel servizio, semplicemente il simbolo di una "vecchia Puglia" genuina e incontaminata che oggi non esiste più, sommersa dalla globalizzazione, pubblicizzata e patinata, una Puglia che "se la tira troppo", in sostanza. E Otranto, secondo Ferrante, sarebbe proprio l'emblema di questo cambiamento: tra restauri e abbellimenti, avrebbe perso la sua vera identità. (cliccate qui per il video del servizio, vi servirà una buona connessione).

Mi spiace, non sono d’accordo. Sono la prima, è vero, a rimpiangere quella dimensione più semplice e genuina di quando ero bambina, ma al di là di tutto Otranto continua ad essere semplicemente un “paese” e il turismo di massa, pur portando contaminazioni culturali non troppo positive (l’artiginato siciliano o le tuniche indiane esposti nei nostri negozi, per esempio), non ha comunque né perso né sminuito quella che è la nostra identità di fondo. Né tantomeno le mura tirate a lucido o il pavimento nuovo del lungomare sanno di finto. Ho visto cittadine che davvero sembrano una “scenografia”, Lugano, per esempio.

Forse Ferrante dimentica che Otranto ha una storia millenaria e quello che la rende così bella esiste da sempre, che sia restaurato o no. Non siamo noi ad esserci “costruiti”, ci siamo solo mitati ad abbellire ciò che c’era da sempre e di cui gli altri sembrano essersi accorti solo da poco tempo. L’immagine “patinata” del Salento che tanto non piace a questi analisti non ce la siamo costruita da soli (è risaputo che siamo quasi incapaci di farci la giusta pubblicità): l’hanno costruita e diffusa le persone che sono venute a trovarci, e che, impressionate dalle meraviglie viste, hanno cominciato a parlare bene di noi.

Ma Ferrante, ho scoperto facendo una piccola ricerca, ha attinto a piene mani, per questo servizio, a un suo stesso scritto di due anni fa, quando commentava il libro Sud Est di Marco Brando. Allora scriveva: C'è nell'economia turistica il principale paradosso della globalizzazione: porta ricchezza, determina perdita d'identità. La Puglia la sta perdendo. I gerani ai balconi nei centri storici, il prato inglese nelle masserie, le riviste di arredamento pubblicano servizi che descrivono trulli rimessi in ordine e arredati con mobili balinesi. Brando racconta, per esempio, di Otranto: prima che fosse risanata c'era un'aria che oggi non c'è più. Era contemporaneamente l'aria d'oriente e quella dei martiri del colle della Minerva, 1480, assedio di Otranto. La difficoltà di un’economia turistica moderna sta in questo: conservare il massimo possibile della vecchia aria e metterla in commercio”.

Io, nonostante tutto, “quell’aria” a Otranto la sento ancora. E se la vocazione turistica della nostra terra (che è anche la sua fonte di vita, almeno per ora) debba portare a mettere più gerani sui balconi o a piantare prato inglese attorno a una masseria, ben venga.

E voi che ne pensate?

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 20:58 | link | commenti (12)
categorie: opinioni discutibili, otranto, indignazione, autocoscienza
venerdì, 21 dicembre 2007

Ecco Natale

sbaush-tux-natale

Eccu Natale, Eccu Natale/ fane quiddhru ca hai fare/  minti a moddhru lu stoccapisce/ e lu fiju ca te mpaccisce!   Così recita una filastrocca natalizia salentina che insegnano ancora ai bimbi in alcune scuole.

Il mio augurio speciale per voi è che sia un Natale all’insegna della tradizione più vera. Perciò:

Buon camino acceso…
Buone giocate a carte con i nonni…
Buone pittule e baccalà della vigilia…
Buona Messa della Notte…
Buono scarto dei regali…
Buona tombola con gli amici più cari (e vedete di vincere!)…
Buoni purciddhruzzi e pandoro…
Buone passeggiate con i vestiti nuovi…
Ma soprattutto buona ri-accoglienza di Gesù nella vostra vita.

 Auguri!

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:41 | link | commenti (15)
categorie: tradizioni, natale, otranto
martedì, 20 novembre 2007

Ritorni

Giorni freddi e piovosi stanno costellando questo novembre, mentre il lungomare sempre più bianco e solitario si staglia contro un mare mosso e nervoso, e in paese si comincia a rumoreggiare sul concerto di Capodanno. Ma è il Natale che tutti aspettiamo: soprattutto per riabbracciare i nostri amici e parenti lontani che in quei giorni non possono non tornare a quella che sempre chiamano "casa".

Nelle scuole elementari fervono i preparativi per le recite e vengono assegnate le parti di Maria e Giuseppe. Qualcuno inizia a tirare fuori luci ed alberelli, e magari anche quella grande Stella Cometa un po' kitch che da diversi anni ormai presidia Porta Terra sotto Natale. Le nonne e le mamme si preparano a rispolverare la ricetta dei purciddhruzzi e del baccalà, e guardano le vetrine con più curiosità perché anche quest'anno vorrebbero accogliere i loro pargoli con un maglioncino o uno sciallino nuovo, come in ogni grande occasione che si rispetti. Dall'altro capo dell'Italia - e chissà, del mondo - gli "emigranti" a loro volta iniziano a fare i conti con le date, le ferie, i treni, gli aerei; guai a perdere anche un'ora in più a casa, meglio partire la sera e fare la notte in bianco che la mattina successiva: vuoi mettere la soddisfazione della colazione con il pasticciotto?

Viviamo per questo, viviamo aspettando. Un po' tutti, un po' dovunque.

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 12:05 | link | commenti (16)
categorie: tradizioni, otranto, ritorni, otrantini
mercoledì, 31 ottobre 2007

Gli internauti otrantini dibattono...

logo_lecceprimaNon so quale sia il vostro mezzo di informazione prediletto, il mio è certamente Internet: veloce, affidabile, multimediale, in continuo aggiornamento e soprattutto quasi sempre “libero", super partes. La vita di tutto il Salento scorre ogni giorno sul mio pc grazie a LeccePrima.it, un sito di informazione davvero ben fatto: una squadra di ragazzi giovani e abili nella scrittura, immagini, video e capillarità delle notizie. Viene aggiornato anche più volte al giorno e spazia dalla cronaca allo spettacolo alla politica all’economia… insomma un giornale online che non ha nulla da invidiare alla carta stampata. Non è pubblicità, è sincero apprezzamento.

Otranto è sempre presente nel flusso di notizie: anche adesso che sembra arrivata la quiete e siamo tornati alla nostra lunga, indolente e pacifica vita di paese, c’è nel sottosuolo un “fermento”: si parla, si discute, si progetta. E se l’Amministrazione continua gli incontri con gli operatori turistici per discutere dell’ormai famosa destagionalizzazione, anche gli internauti otrantini e del circondario in questi giorni prendono parola su Internet: proprio su LeccePrima, dove accanto ad ogni articolo c'è spazio per i commenti, anche infervorati a volte. Certo, ci sono commenti più e meno costruttivi, ma molti sembrano intelligenti e soprattutto possono innescare un ottimo dibattito. Sentite cosa si dice: 

A proposito di artigiani. Perchè l'amministrazione non invoglia ed agevola, magari concedendo qualche locale di proprietà, qualche artigiano per insegnare ai bambini ai ragazzi ecc.. come realizzare le ceramiche ? E nello stesso tempo l'artigiano vende i propri prodotti sul posto anche agli altri commercianti ? Perchè andare a comprare la ceramica altrove? Sono sicuro che per i nostri ragazzi sarebbe un'occasione d'oro per il loro futuro”.

“Il turismo a Otranto è importante, e intorno al turismo si muove in indotto che può essere importante in termini di "numeri", ma che si riflette su un numero molto limitato di cittadini. Il commercio viene considerato trainante per Otranto ma in effetti non lo è, perché se si considera il numero degli otrantini che operano nel settore commerciale si arriva a un migliaio, quindi altri 4.000 vivono di altro. […] Una buona amministrazione deve creare le condizioni per il lavoro, togliendo i paletti a quanti vogliono investire in attività ricettive, anche piccole, perché non sempre la qualità si ottiene con le grosse strutture poi dovrebbe incentivare l'artigianato, attraverso forme di sostegno economico verso giovani che vogliono intraprendere questa strada, ampliando la zona artigianale e concedendo a questi ultimi dei lotti in cui cominciare a produrre propri prodotti, perchè a Otranto si vende di tutto ma si produce ben poco. Un'altra attività che si dovrebbe valutare è la realizzazione di una struttura che possa essere adibita a Fiera Permanente sull'esperienza di "Mediterre ". Perché non possono essere fatte a Otranto le Fiere che fanno a Miggiano e Galatina?”

“non capisco perché si parla solo dei turisti,Otranto non è solo turismo ma i cittadini dove li lasciano?non penso che agli otrantini faccia piacere uscire alle 19 e trovare tutto chiuso,non si deve secondo me parlare di turismo è basta ma rendere Otranto un po’ viva anche nei mesi morti non solo per i turisti ma anche per i cittadini stessi.

Discutiamo, gente, discutiamo. Esprimere le proprie opinioni è il massimo della democrazia. Attuare i propositi migliori, invece, è ancora un sogno. Ma chissà che a furia di parlarne…

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 12:10 | link | commenti (5)
categorie: otranto, dibattiti, otrantini
martedì, 23 ottobre 2007

Memories

Autumn in Otranto. La pioggia a volte è il miglior motore dei ricordi. Così ieri mi sono tuffata per un po’ nei miei giorni di bambina… e ho rivisto con lucidità ed emozione quei luoghi magici ed eterni che allora mi sembravano la normalità e invece, come ho scoperto dopo, erano un incanto e un privilegio. Il centro storico solitario e silente nelle sere d’inverno, i “sanpietrini” bagnati e scivolosi per la solita umidità, i negozianti affiatati e solidali che si scambiavano quattro chiacchiere in libertà, le allegre compagnie nelle sere estive, tutti seduti sulla soglia delle case a parlare del più e del meno, le campane disegnate per terra per giocare, i salti con la corda melaperbananaecaffè, i primi turisti curiosi affascinati da una cultura ancora “paesana” e meno “commercializzata”, e noi a nostra volta incuriositi dai loro accenti e attirati dai loro profumi…

otranto antica

Allora Corso Garibaldi si chiamava ancora la via de mienzu e aveva quel sapore e quel mistero sapientemente descritto nel libro di Cotroneo: un sapore di fantasmi, di cultura, di eternità. Nelle sere d’inverno, quando non volava una mosca, avresti pensato che davvero eri da solo con la Storia e dalle feritoie di Porta Terra avresti potuto rivedere i soldati turchi pronti al loro assedio. Nell’intricato labirinto delle stradine più nascoste, quelle che non tutti conoscevano, un brivido arcano ti percorreva.
 


Non c’erano vasetti e fischietti di terracotta o montagne di sandali, costumi, parei: c’era invece la vita frugale e ordinaria di un qualunque centro cittadino. Nessuno oggi percorrendo quella strada si aspetterebbe per esempio di trovare quello che c’era allora: un negozio di fiori (l’“Anna dei fiori”), un fotografo (lu Pippi), un macellaio (l’Antonio Visazzinu) dotato nientemeno di cabina telefonica, un frutta e verdura (la Nella), un alimentari (Giovannino), un emporio (l’Orlando), un’assicurazione e la mitica Cassa Rurale e Artigiana. Oggi sono stati rispettivamente sostituiti da un negozio di collanine, un altro negozio di collanine, un negozio di souvenir, un ristorante, una libreria fantasma, e un altro - l’ennesimo - negozio di collanine.

Eh sì, oggi Otranto è proprio diversa.

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 15:15 | link | commenti (7)
categorie: ricordi, about me, nostalgia, tradizioni, otranto, otrantini
lunedì, 10 settembre 2007

what's destagionalizzazione?

image_resize.phpQuesta temperatura degna di ottobre ha fatto sfumare il sogno di un quinto bagno... in compenso la stagione lavorativa è già terminata lasciandomi reduce bianchina e bisognosa di vitamine! Ma posso tirare comunque le fila di un'estate bella, anzi bellissima.

Se c'è una cosa che in giro per il Salento non è di certo mancata, questo è il "prodotto tipico": tra sagre, negozi e feste di paese abbiamo fatto proprio il pieno. Ricordo ancora quando il primo "buchetto" di Corso Garibaldi cominciò ad esporre la gastronomia: in quel momento vidi per la prima volta sotto un'altra luce i cibi con cui ero cresciuta e per la prima volta mi accorsi di come le orecchiette, i biscotti caserecci o il vino salentino fossero in realtà la nostra bandiera per il mondo globalizzato, il nostro futuro ma anche il nostro passato, perché partoriti dalla civiltà dei nostri avi.

Il principio era perfetto, quello che è venuto dopo un po' meno: una "corsa agli armamenti" che ha fatto di quegli stessi tesori dei prodotti oggi inflazionati, regalati, sovraesposti, ibridati. Ecco che accanto ai meravigliosi piatti col galletto compare la scodella siciliana, di fianco alle orecchiette c'è il jeko, e una collanina attornia la bottiglia di vino.

Ecco perché iniziative come quella del weekend appena trascorso, "Sapori di Puglia", non deve passare inosservata: perché è in eventi come questi che trova posto il "Doc", quello vero. Così come al "Mercatino del gusto" di Maglie.

Una location davvero suggestiva, la terrazza di Torre Matta, a strapiombo sul mare, ha fatto da cornice naturale agli stand di ogni tipo, tutti rigorosamente di prodotti "tipici". Una vera fiera in miniatura. Perché aspettare il 7 settembre, allora? "Per destagionalizzare", dicono gli organizzatori. Questa destagionalizzazione, oltre ad essere un parolone, è anche una chimera: non si sa se arriverà mai, non si sa se temerla oppure se sognarla. Lavorare tutto l'anno vorrebbe dire lavorare con il turismo "di qualità", questo è certo, ma vorrebbe anche dire proporre tutto l'anno qualcosa di diverso da "lu mare lu sule lu jentu", e vorrebbe anche dire parlare fluentemente l'inglese o il francese nei negozi e nelle strutture alberghiere, o ancora continuare a lavorare anche dopo il caos-agosto, senza chiudere in fretta e furia, così come gestire un flusso di persone da stazioni e aeroporti e all'interno del territorio con i mezzi adatti...

...Secondo voi siamo pronti?

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 15:22 | link | commenti (8)
categorie: estate, otranto, belle iniziative
lunedì, 09 luglio 2007

Un passo indietro (quando ci vuole)

puglia air busQuesta settimana si apre con una bella notizia (dopo che quella precedente si è chiusa su una novità invece pessima, come da foto a seguire). Questo loghino qui a sinistra, tanto caruccio ed estivo, è il segno che qualcosa si muove, e non solo in senso letterale ma anche e soprattutto nella testa di imprenditori e politici.

Qualche tempo fa ho rotto le scatole sulla questione trasporti, lamentandomi in particolare dell'inefficienza e dell'inadeguatezza dei servizi sulla tratta aeroporti fuori mano - mondo civile - Otranto in particolare. Non so se il mio post sia stata la causa scatenante del cambiamento (seeeeh!), ma stavolta, almeno su qualche punto, sono costretta a ricredermi e lo faccio molto felicemente perché quando qualcosa va per il verso giusto nella mia piccola e cara terra sono la prima a gioire.

Ebbene, venendo al dunque, qualche giorno fa è ufficialmente nato un servizio confortante, "Puglia Air Bus", che collegherà gli aeroporti di Bari e Brindisi con le principali località della Puglia.

C'è di stra-positivo che:
- ebbene sì, il viaggio continua! Niente più macchinose elucubrazioni su come andare in aeroporto o tornare a casa, niente più turisti lamentosi o dispersi nella campagna brindisina;
- il servizio è assolutamente gratuito, basta aver prenotato un volo, anche low cost, che porti in Puglia;
- la prenotazione è semplice e democratica: via internet sono pochi passi, poi basta stampare la ricevuta; ma c'è anche la possibilità di presentarsi direttamente all'autista con la cedola in mano, e lui farà di tutto per trovarvi un posticino sull'autobus;
- finalmente la società Aeroporti di Puglia ha capito che se vuole aumentare il proprio giro d'affari qualcosina la deve anche sborsare, magari con un aiutino della Regione;
- le destinazioni non sono solo le città maggiori ma anche quelle con maggiore attrattività turistica, quindi anche la nostra Otranto (servita anche da Bari), oltre a Gallipoli, Leuca, San Foca, Torre dell'Orso.

C'è di negativo che:
- la rete non è super-capillare (ma accontentiamoci, a Otranto in fondo arrivano 2 corse al giorno, meglio della vecchia e tanto amata Roana dalla Grecia!)
- ci si ostina a tenere l'Hotel Tiziano di Lecce come City Terminal (peccato che se uno voglia andare, che ne so, a Gagliano del Capo, gli tocca andare a piedi alla Stazione)
- si sta facendo poca pubblicità, per esempio le compagnie che effettuano voli in Puglia ne sanno qualcosa? Oppure un utente medio della Rete deve sperare in un accesso fortuito al sito per volere divino?
- il servizio termina il 15 settembre, data in cui tutte le carrozze di Otranto a mezzanotte torneranno zucche, e noi torneremo ad essere delle meste Cenerentole. Speriamo almeno di aver guadagnato un principe nel frattempo!

(In tutto ciò non ho capito una cosa: ma quale diavolo è "Piazzale Le Palme" a Otranto? Il terminal del bus dovrebbe essere proprio lì. Ho qualche dubbio che abbiano pensato a un posto un po' periferico, quindi saremmo punto e accapo, in effetti)
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:23 | link | commenti (6)
categorie: salento, otranto, autocoscienza, trasporti, cose che ti sollevano

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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