"E ora Tinto Brass sogna di fare un film al Faro di Palascia"
"Otranto, la città più bella, la città dei trulli, quella con le palle di pietra dei bombardamenti saraceni davanti ai portoni, è stata talmente restaurata da sembrare finta".
Sono parole di Marco Ferrante, giornalista con una lunga carriera (dal Corriere del Mezzogiorno al Foglio fino al Tg5), che rientrano in un servizio sulla Puglia mandato in onda ieri sera a Matrix, su Canale
E così, con il pretesto di rendere omaggio a Lino Banfi, ospite principale della trasmissione, il buon Ferrante decide di vuotare il sacco e riempie il servizio di sue opinioni e teorie personali (come vi dirò dopo). Banfi diventa, nel servizio, semplicemente il simbolo di una "vecchia Puglia" genuina e incontaminata che oggi non esiste più, sommersa dalla globalizzazione, pubblicizzata e patinata, una Puglia che "se la tira troppo", in sostanza. E Otranto, secondo Ferrante, sarebbe proprio l'emblema di questo cambiamento: tra restauri e abbellimenti, avrebbe perso la sua vera identità. (cliccate qui per il video del servizio, vi servirà una buona connessione).
Esperimento del giorno. Siete pronti?San Martino se n’è andato, è finito in tragedia mentre a Otranto alcuni chioschetti sparsi per il centro storico invitavano a mangiare le ultime caldarroste della giornata.

Questo ragazzo, però, ieri ha perso la vita. Una morte assurda ma ancora più assurdo tutto ciò che ne è seguito. Lo sbaglio è stato di un singolo uomo, non di un gruppo, non di un’intera forza armata.

Giustificando e comprendendo la rabbia del fratello o del padre - che è arrivato a gesti come questo - come però comprendere chi si scaglia contro i poliziotti, chi assalta le centrali, chi annuncia rivoluzioni proletarie contro un regime “di terrore” che in realtà non esiste?
Intanto oggi, 12 novembre, è l’anniversario della Strage di Nassiriya e nessuno, proprio nessuno, sembra essersene ricordato. Nemmeno il Corriere della Sera. Siamo tutti troppo occupati a biasimare un poliziotto - senza sapere come sia andata davvero - per ricordare quei nostri 28 connazionali che quel giorno hanno perso la vita. Da allora sono eroi, ma loro non pretendevano di esserlo.

Due ragazzi normali, né eroi né criminali, morti in maniera assurda. Ma oggi uno è nei pensieri di tutti, l’altro, chissà, ha solo ricevuto un fiore da "mamma e papà".

E mentre Punta Palascia si lecca le ferite, il Comitato continua imperterrito la sua lotta. Ieri c'è stato l'incontro a Roma sulla questione, e sembra che qualche piccolo risultato ci sia già. Il progetto, innanzitutto, è del Ministero della Difesa e non della Marina Militare e ha già subito alcune modifiche: delle due torri da 11 metri previste inizialmente ne è rimasta solo una. Non ci saranno, poi, alloggi e caserme sconfinate ma solo qualche locale per il deposito dei macchinari. Il Comitato, comunque "cautamente ottimista", ha chiesto che siano vagliate tutte le ipotesi di spostamento della struttura in altra sede ma la Marina insiste: è quello, il punto più a Est, l'unico luogo per il monitoraggio del Canale d'Otranto.
AGGIORNAMENTO: L'incontro al Castello continuerà oggi, 18 giugno, dalle 20, sempre al Castello. Parteciperà anche il nuovo Assessore alle Politiche ambientali, Salvatore Miggiano.da www.ansa.it
PALERMO, 12 GIU - Una nuova intimidazione nei confronti della "Casa memoria Felicia e Peppino Impastato" è stata fatta la notte scorsa a Cinisi. Qualcuno, così com'era avvenuto l'altro ieri notte, ha versato dell'acido davanti alla sede dell'omonima associazione al suo interno. Il fratello di Peppino, Giovanni, dice: "Questo doppio attacco e' un chiaro segnale di intolleranza da parte di chi sente come una vera minaccia quella porta sempre aperta sul corso di Cinisi".
da www.corriere.itIn cinquecento a cena in pizzeria. C'è Azouz con Lele Mora
E la gente gli ha chiesto l'autografo
«Andrà a finire che vedremo Azouz sull'Isola dei Famosi» si disse quando un'ondata di popolarità investì nel dicembre scorso il tunisino scampato alla strage di Erba. Se c'è una minima possibilità che questo si avveri, le basi sono state poste ieri sera quando Azouz Marzouk ha fatto il «rientro in società» comparendo a fianco del manager dei vip Lele Mora in un locale di Eupilio, paesino alle porte di Erba. Al tavolo con i due il «tronista» di Maria De Filippi Alessandro Di Pasquale e Gabriele Rodighiero, professione calciatore dell'Alessandria, serie C2. Attorno a loro 500 persone che hanno gremito il salone dal ristorante. [...] Azouz è sceso da una Porsche Carrera in giacca e pantalone bianco, camicia aperta sul petto a mostrare la catena d'oro sulla quale pendono la fede nuziale che lo univa a Raffaella e una placca, sempre d'oro, che riproduce il volto del piccolo Youssef, il figlio trucidato nella casa di Erba. «Ho conosciuto Lele attraverso Fabrizio Corona — racconta Azouz prima di accomodarsi a tavola — e siamo diventati amici: mi ha aiutato molto nel momento del dolore, mi ha consigliato. Per ora siamo solo amici; sono ancora senza lavoro e spero mi aiuti. Dicono che sto speculando sulla mia tragedia? In qualche maniera devo pur andare avanti» chiude la conversazione con un sorriso un po' imbarazzato. Ma davvero siamo all'inizio di una travolgente carriera artistica? Davvero sta per nascere il nuovo Costantino? «Azouz è un bellissimo ragazzo — ecco il giudizio di Mora — e spesso da una grande dolore come il suo possono nascere cose positive. Ma per sfondare in televisione a volte la bellezza non basta, dipenderà da lui, da quello che vuole fare».
Ogni parola è superflua!
Il commento dice così, che "un imprenditore turistico non otrantino molto potente" ha acquistato dalla regione una consistente porzione di macchia mediterranea. Avete presente cos'è, questa macchia mediterranea? Rifletteteci bene. La macchia sono alberi, cicale, strade di terra battuta, cespugli selvaggi, rovi che si stagliano al sole, piccoli frutti che nessuno coglierà, impronte di staffe di cavallo, pini secolari. E' natura allo stato puro che sorge come un miracolo tra la campagna e il mare. Qualcosa che esiste solo nel nostro litorale, ancora incontaminata o quasi.