Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
venerdì, 04 luglio 2008

La cosa non mi piace

palascia"E ora Tinto Brass sogna di fare un film al Faro di Palascia"

Pare che il regista in questione abbia scelto come location il suddetto Faro per l'esplicito "richiamo anatomico" che Brass riscontra nel nostro simbolico e combattutto momumento.
Altro che "Faro dei Popoli", "Luce del Mediterraneo", ecc. Hai voglia a fare festival e comitati. Sarà meglio che si sbrighino a ridargli un valore prima che sia troppo tardi.

Il cinema è un'arte straordinaria ma questo è troppo.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:10 | link | commenti (6)
categorie: indignazione, palascia, patrimoni
sabato, 12 gennaio 2008

Matrix e la Puglia. Abbiamo perso l'identità?

matrix"Otranto, la città più bella, la città dei trulli, quella con le palle di pietra dei bombardamenti saraceni davanti ai portoni, è stata talmente restaurata da sembrare finta".


Sono parole di Marco Ferrante, giornalista con una lunga carriera (dal Corriere del Mezzogiorno al Foglio fino al Tg5), che rientrano in un servizio sulla Puglia mandato in onda ieri sera a Matrix, su Canale 5. L'argomento della puntata non era "la globalizzazione" o "l'economia turistica", niente di così serio: era semplicemente una nemmeno tanto implicita marchetta al film "L'allenatore nel pallone 2", uscito al cinema proprio in questi giorni.

E così, con il pretesto di rendere omaggio a Lino Banfi, ospite principale della trasmissione, il buon Ferrante decide di vuotare il sacco e riempie il servizio di sue opinioni e teorie personali (come vi dirò dopo). Banfi diventa, nel servizio, semplicemente il simbolo di una "vecchia Puglia" genuina e incontaminata che oggi non esiste più, sommersa dalla globalizzazione, pubblicizzata e patinata, una Puglia che "se la tira troppo", in sostanza. E Otranto, secondo Ferrante, sarebbe proprio l'emblema di questo cambiamento: tra restauri e abbellimenti, avrebbe perso la sua vera identità. (cliccate qui per il video del servizio, vi servirà una buona connessione).

Mi spiace, non sono d’accordo. Sono la prima, è vero, a rimpiangere quella dimensione più semplice e genuina di quando ero bambina, ma al di là di tutto Otranto continua ad essere semplicemente un “paese” e il turismo di massa, pur portando contaminazioni culturali non troppo positive (l’artiginato siciliano o le tuniche indiane esposti nei nostri negozi, per esempio), non ha comunque né perso né sminuito quella che è la nostra identità di fondo. Né tantomeno le mura tirate a lucido o il pavimento nuovo del lungomare sanno di finto. Ho visto cittadine che davvero sembrano una “scenografia”, Lugano, per esempio.

Forse Ferrante dimentica che Otranto ha una storia millenaria e quello che la rende così bella esiste da sempre, che sia restaurato o no. Non siamo noi ad esserci “costruiti”, ci siamo solo mitati ad abbellire ciò che c’era da sempre e di cui gli altri sembrano essersi accorti solo da poco tempo. L’immagine “patinata” del Salento che tanto non piace a questi analisti non ce la siamo costruita da soli (è risaputo che siamo quasi incapaci di farci la giusta pubblicità): l’hanno costruita e diffusa le persone che sono venute a trovarci, e che, impressionate dalle meraviglie viste, hanno cominciato a parlare bene di noi.

Ma Ferrante, ho scoperto facendo una piccola ricerca, ha attinto a piene mani, per questo servizio, a un suo stesso scritto di due anni fa, quando commentava il libro Sud Est di Marco Brando. Allora scriveva: C'è nell'economia turistica il principale paradosso della globalizzazione: porta ricchezza, determina perdita d'identità. La Puglia la sta perdendo. I gerani ai balconi nei centri storici, il prato inglese nelle masserie, le riviste di arredamento pubblicano servizi che descrivono trulli rimessi in ordine e arredati con mobili balinesi. Brando racconta, per esempio, di Otranto: prima che fosse risanata c'era un'aria che oggi non c'è più. Era contemporaneamente l'aria d'oriente e quella dei martiri del colle della Minerva, 1480, assedio di Otranto. La difficoltà di un’economia turistica moderna sta in questo: conservare il massimo possibile della vecchia aria e metterla in commercio”.

Io, nonostante tutto, “quell’aria” a Otranto la sento ancora. E se la vocazione turistica della nostra terra (che è anche la sua fonte di vita, almeno per ora) debba portare a mettere più gerani sui balconi o a piantare prato inglese attorno a una masseria, ben venga.

E voi che ne pensate?

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 20:58 | link | commenti (12)
categorie: opinioni discutibili, otranto, indignazione, autocoscienza
lunedì, 10 dicembre 2007

Ferite ancora aperte

palasciaEsperimento del giorno. Siete pronti?
Oggi faremo un collage.
Dunque prendete la foto a destra e usatela come base del vostro lavoro.
Poi prendete un foglio di alluminio e ritagliate una torre lunga 10 metri, profonda 5 e alta 11. Stropicciatela un po' in alto, gli ultimi 6 metri sono di vetro e pvc.
Fatto?
Ora incollate la torre nuova di zecca, con gli ultimi piani in vetro, proprio di fianco al faretto bianco della foto.
Fatto?
Ecco, ora avete finalmente tra le mani il mini-plastico del prossimo ecomostro d'Italia!!!

Alla faccia delle belle promesse, dei tavoli tecnici e delle riunioni "risolutive" a Palazzo Melorio come a Roma. Siamo punto e accapo, e il vostro collage potrebbe presto diventare realtà... quanto aspetteranno secondo voi prima di cominciare a sbancare quei 1500 metri cubi di sana roccia che gli servono per realizzare i sotterranei?

A pensarci bene, però, un primato ce lo avremo sempre. Avremo l'ecomostro più ad est d'Italia!
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 17:50 | link | commenti (10)
categorie: indignazione, palascia
lunedì, 12 novembre 2007

QUANDO MUORE UN RAGAZZO

San Martino se n’è andato, è finito in tragedia mentre a Otranto alcuni chioschetti sparsi per il centro storico invitavano a mangiare le ultime caldarroste della giornata.

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Questo ragazzo, però, ieri ha perso la vita. Una morte assurda ma ancora più assurdo tutto ciò che ne è seguito. Lo sbaglio è stato di un singolo uomo, non di un gruppo, non di un’intera forza armata.

 


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Giustificando e comprendendo la rabbia del fratello o del padre - che è arrivato a gesti come questo - come però comprendere chi si scaglia contro i poliziotti, chi assalta le centrali, chi annuncia rivoluzioni proletarie contro un regime “di terrore” che in realtà non esiste?


Intanto oggi, 12 novembre, è l’anniversario della Strage di Nassiriya e nessuno, proprio nessuno, sembra essersene ricordato. Nemmeno il Corriere della Sera. Siamo tutti troppo occupati a biasimare un poliziotto - senza sapere come sia andata davvero - per ricordare quei nostri 28 connazionali che quel giorno hanno perso la vita. Da allora sono eroi, ma loro non pretendevano di esserlo.


a7_carrisiAllora accanto a Gabriele Sandri oggi voglio ricordare uno tra tutti: era salentino, aveva 23 anni e si chiamava Alessandro Carrisi. Oggi avrebbe avuto l’età di Gabriele. Non era un eroe, ma un ragazzo come tanti. Poteva benissimo essere il nostro compagno di scuola, nostro cugino, il nostro ragazzo. Conosco un’infinità di giovani salentini che, come lui, hanno cercato nella divisa la risposta alle loro mille domande. "Sto bene. Ho tanta voglia di rivedere te, mamma e papà", aveva scritto al fratello nel suo ultimo sms.

 

Due ragazzi normali, né eroi né criminali, morti in maniera assurda. Ma oggi uno è nei pensieri di tutti, l’altro, chissà, ha solo ricevuto un fiore da "mamma e papà".

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 13:54 | link | commenti (6)
categorie: indignazione, autocoscienza, un pensiero per, oltre otranto
mercoledì, 26 settembre 2007

Situazione Palascia

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Alla fine ieri la pioggia è arrivata. E anche oggi. Magari avesse piovuto sabato, quando è successo quello che vedete nella foto a sinistra. Un incendio è scoppiato proprio a Punta Palascia. Sì, proprio lì, nel luogo da salvare. Nonostante l'intervento dei vigili del fuoco, della guardia forestale e dei volontari, diversi ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti e e vanno ad aggiungersi ai 30 ettari già bruciati due giorni prima, in un altro incendio. La natura di questo disastro sembra sia dolosa. Se questo è vero, si tratta di un atto davvero intollerabile. Da una parte c'è chi lotta perché mari, coste, piante non vengano toccate, sfruttate, abbandonate. E dall'altra c'è chi appicca gli incendi. Andando avanti così la nostra evoluzione non avverrà mai. Per ogni passo avanti, ce ne sono due indietro. Che delusione.




100_1093_8x6E mentre Punta Palascia si lecca le ferite, il Comitato continua imperterrito la sua lotta. Ieri c'è stato l'incontro a Roma sulla questione, e sembra che qualche piccolo risultato ci sia già. Il progetto, innanzitutto, è del Ministero della Difesa e non della Marina Militare e ha già subito alcune modifiche: delle due torri da 11 metri previste inizialmente ne è rimasta solo una. Non ci saranno, poi, alloggi e caserme sconfinate ma solo qualche locale per il deposito dei macchinari. Il Comitato, comunque "cautamente ottimista", ha chiesto che siano vagliate tutte le ipotesi di spostamento della struttura in altra sede ma la Marina insiste: è quello, il punto più a Est, l'unico luogo per il monitoraggio del Canale d'Otranto.

E intanto la Palascia brucia.

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tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:02 | link | commenti (5)
categorie: indignazione, battaglie, autocoscienza, palascia
sabato, 16 giugno 2007

Non ho parole

baia2AGGIORNAMENTO: L'incontro al Castello continuerà oggi, 18 giugno, dalle 20, sempre al Castello. Parteciperà anche il nuovo Assessore alle Politiche ambientali, Salvatore Miggiano.

Non ho davvero parole, oggi, per descrivere tutta la rabbia che sento! Mi scuso con tutti per la mia assenza dal blog, ma il lavoro ha fatto la sua parte... Nel frattempo è giunta una pessima notizia e tutto il resto è passato in secondo piano: il Tar di Lecce ha respinto la richiesta di sospensione della concessione alla Baia....

...E ora? E ora la mobilitazione continua, ma mi sembra sempre di più uno di quegli incubi notturni in cui sei in mezzo alla folla, gridi, urli, scalpiti, ma nessuno ti sente e tutti ti passano avanti indifferenti...

La questione è diventata complicatissima, i lavori proseguono e l'estate è alle porte... ho la sensazione che questa estate non sarà come le altre. Ma non bisogna arrendersi! Invito tutti coloro che stanno leggendo a partecipare domenica 17 giugno, alle 19, all'incontro al Castello.

Ed ecco le dichiarazioni fatte in consiglio comunale:
Bruni:  "Il ricorso al Tar che il Comune aveva presentato per salvare la Baia dei Turchi è stato respinto. Valutiamo di ricorrere al Consiglio di Stato per non lasciare la nostra battaglia a metà".
Cariddi: "A noi tutti preoccupa molto e sta a cuore la Baia dei Turchi. Ma mi preoccupano tutte le concessioni che in questi anni sono state rilasciate dal Demanio in barba anche ai pareri dell'Amministrazione Comunale. La Baia dei Turchi ci sta particolarmente a cuore, ma noi vedremo di revocare anche tutte le altre concessioni che non ci sono piaciute in questi anni".

Mah.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 12:53 | link | commenti (3)
categorie: indignazione, baia dei turchi
mercoledì, 13 giugno 2007

Coooooosa?

da www.ansa.it

PALERMO, 12 GIU - Una nuova intimidazione nei confronti della "Casa memoria Felicia e Peppino Impastato" è stata fatta la notte scorsa a Cinisi. Qualcuno, così com'era avvenuto l'altro ieri notte, ha versato dell'acido davanti alla sede dell'omonima associazione al suo interno. Il fratello di Peppino, Giovanni, dice: "Questo doppio attacco e' un chiaro segnale di intolleranza da parte di chi sente come una vera minaccia quella porta sempre aperta sul corso di Cinisi".

da www.corriere.it

In cinquecento a cena in pizzeria. C'è Azouz con Lele Mora
E la gente gli ha chiesto l'autografo

«Andrà a finire che vedremo Azouz sull'Isola dei Famosi» si disse quando un'ondata di popolarità investì nel dicembre scorso il tunisino scampato alla strage di Erba. Se c'è una minima possibilità che questo si avveri, le basi sono state poste ieri sera quando Azouz Marzouk ha fatto il «rientro in società» comparendo a fianco del manager dei vip Lele Mora in un locale di Eupilio, paesino alle porte di Erba. Al tavolo con i due il «tronista» di Maria De Filippi Alessandro Di Pasquale e Gabriele Rodighiero, professione calciatore dell'Alessandria, serie C2. Attorno a loro 500 persone che hanno gremito il salone dal ristorante. [...] Azouz è sceso da una Porsche Carrera in giacca e pantalone bianco, camicia aperta sul petto a mostrare la catena d'oro sulla quale pendono la fede nuziale che lo univa a Raffaella e una placca, sempre d'oro, che riproduce il volto del piccolo Youssef, il figlio trucidato nella casa di Erba. «Ho conosciuto Lele attraverso Fabrizio Corona — racconta Azouz prima di accomodarsi a tavola — e siamo diventati amici: mi ha aiutato molto nel momento del dolore, mi ha consigliato. Per ora siamo solo amici; sono ancora senza lavoro e spero mi aiuti. Dicono che sto speculando sulla mia tragedia? In qualche maniera devo pur andare avanti» chiude la conversazione con un sorriso un po' imbarazzato. Ma davvero siamo all'inizio di una travolgente carriera artistica? Davvero sta per nascere il nuovo Costantino? «Azouz è un bellissimo ragazzo — ecco il giudizio di Mora — e spesso da una grande dolore come il suo possono nascere cose positive. Ma per sfondare in televisione a volte la bellezza non basta, dipenderà da lui, da quello che vuole fare».

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 12:21 | link | commenti
categorie: indignazione, oltre otranto
venerdì, 25 maggio 2007

Recidivi!

E ci risiamo. Gli operai sono di nuovo al lavoro alla baia, e non stanno smontando ma semplicemente stanno continuando i lavori: la pedana, i tubi dell'acqua, l'acciaio... a me il solo pensiero fa venire i brividi.

E non se ne può più. Comincio davvero ad averne abbastanza di chi fa gli accordi e poi non li rispetta. Sembra che la parola data ormai non conti più nulla. Possibile che in una società evoluta come la nostra ci sia ancora bisogno di ricorrere agli avvocati per stupidaggini del genere?

Qui la battaglia, come avevo previsto, è solo all'inizio.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:58 | link | commenti (3)
categorie: indignazione, baia dei turchi
mercoledì, 09 maggio 2007

BISOGNA PROPRIO ANDARCI!

sit-in baiaOgni parola è superflua!

Intanto domani alle 18, il consiglio comunale più importante e infuocato dell'anno...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 16:47 | link | commenti (4)
categorie: indignazione, baia dei turchi
martedì, 08 maggio 2007

LA PUNTA DELL'ICEBERG

Che strano, una persona vive in un posto ma poi deve leggere un blog per sapere cosa vi accade! E' quello che succede a me con la questione della Baia, che, lo avrete capito, mi sta a cuore moltissimo perché se vincessimo questa battaglia potremmo, forse, vincere anche una guerra più grande: che Otranto si riappropri di ciò che ha, che è suo di diritto ma su cui gli altri da tempo oramai speculano senza tanti scrupoli, che risorga dalle proprie stesse ceneri ancora più vitale e più forte di prima, soprattutto più sicura della propria identità di "paese", di "comunità", di "luogo".

Forse qualcosa si muove... leggo nei commenti del blog che domani ci sarà un consiglio monotematico in piazza, leggo che qualche otrantino più in vista ha già detto la sua, ha già promesso. Chissà se manterrà, penso.

Sento spuntare in me un po' di fiducia, poi vado avanti nella lettura e resto stupefatta: c'è un commento che è passato quasi inosservato eppure è lì nella sua pesantezza, per me è come un macigno.

macchia
Il commento dice così, che "un imprenditore turistico non otrantino molto potente" ha acquistato dalla regione una consistente porzione di macchia mediterranea. Avete presente cos'è, questa macchia mediterranea? Rifletteteci bene. La macchia sono alberi, cicale, strade di terra battuta, cespugli selvaggi, rovi che si stagliano al sole, piccoli frutti che nessuno coglierà, impronte di staffe di cavallo, pini secolari. E' natura allo stato puro che sorge come un miracolo tra la campagna e il mare. Qualcosa che esiste solo nel nostro litorale, ancora incontaminata o quasi.

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:03 | link | commenti (2)
categorie: otranto, indignazione, baia dei turchi

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Questo è un Urban Blog!
Otranto

Amo sempre più

L'autonomia di azione, l'indipendenza di pensiero, la spontaneità della parola.
Le persone umili.
Quelli che quando camminano si guardano intorno, per vedere gli altri, le case, le cose.
I bambini.
Le tradizioni popolari salentine.
Il cinema italiano.
Il buon cibo e il buon vino.
E la mia Otranto, of course

Tollero sempre meno

I politici e i politicanti.
Quelli che se la tirano.
I turisti che non sanno se sono a Otranto o a Ostuni, tanto per loro è uguale.
Gli amministratori incompetenti.
Le persone che non sorridono mai e quelle che non capiscono l'ironia.
Gli uomini allupati.
Il cibo giapponese e cinese.

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