
Sono passate 3 settimane dal concerto più dispendioso della storia otrantina, l’Alba dei Popoli, eppure le polemiche, nate con il 2008, non vogliono ancora spegnersi, anzi si stanno riacutizzando, tanto che è la stessa Mamma Rai, in questi giorni, a portare la questione dei collegamenti fittizi e dei soldi perduti nei piani alti di Viale Mazzini.
Il fatto è che la tv non ci rende giustizia, secondo me. Confeziona e trasmette immagini talmente stereotipate sul nostro conto che poi è quasi ovvio che si formino opinioni come quella di Marco Ferrante (vedi post precedente).
Sentite per esempio questa. In paese viene annunciato in pompa magna un servizio televisivo dedicato a Otranto a “Effetto Sabato” (condotto guardacaso dalla stessa squinzia dal lessico poverello che conduceva il concertone di Capodanno) su Rai Uno. Mi sono sorbita oltre un’ora di programma per poter vedere questa fantomatica opera. Ma che delusione! Due immaginette in croce, un montaggino del mosaico e per il resto tamburelli e ballerine. Durata totale: 2 minuti. In altre parole, un’elemosina catodica (e chissà quanto materiale girato avevano a disposizione, e la conduttrice, nelle sue ore otrantine, un lancio parlato proprio non lo poteva fare?). Ma soprattutto una povertà di contenuti da far paura. Poco dopo, la Isoardi si collega con Bardonecchia. Il tizio parla, cammina, descrive il paesaggio, dà voce alle vecchiette più brille della storia, poi esclama: “Ah, vi ricordo che Bardonecchia è la città più a Ovest d’Italia!”. E allora dalla mia bocca non poteva che uscire un sonoro VAFF!
Ah! …Che nostalgia per quelle orette di Mengacciana memoria, una domenica piovosa di oltre 10 anni fa, quando davvero il reportage era approfondito, colorito, e l’atmosfera paesana evaporava da tutti i pixel, senza cercarla, senza provocarla, senza costruirla. Quando il sindaco con la sua fascetta tricolore veniva intervistato mentre la tramontana gli faceva volare via tutto. Quando gli artigiani otrantini si esibivano nell'arte musiva o con il tornio ...