Finalmente qualcuno comincia a pensare un po' a come dilettare gli animi di "quelli che restano". E così, questa festa dell'Immacolata sarà non dico speciale, ma quantomeno "diversa" (e sapete che io a questo aggettivo ci tengo!).
Programma semplice ma carino: dalle 17 in poi sul Lungomare stand gastronomici con pittule, pucce, e vino e per concludere degnamente la serata (e per restare in tema gastronomico), spettacolo gratuito delle martanesi Ciciri e Tria intitolato "Casa e chiesa".
Per chi non le conoscesse, ecco un "assaggino" del loro repertorio.
Quasi tutto è deciso. Niente Negramaro ma comunque un personaggino dal carisma tutt'altro che lieve, Antonio Amato, ad allietare il passaggio otrantino al 2008.
E poi Don Pasta, un concittadino che ci dà lustro in giro per il mondo tra musica e cucina.
Ma soprattutto concerti, concertini e una cosa nuova: un Natale Medievale. Otranto che torna indietro nel tempo... finalmente si materializzeranno le mie fantasticherie delle passeggiate solitarie nelle sere d'inverno.
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...
L'autonomia di azione, l'indipendenza di pensiero,
la spontaneità della parola. Le persone umili. Quelli che quando camminano si
guardano intorno, per vedere gli altri, le case, le cose. I bambini. Le
tradizioni popolari salentine. Il cinema italiano. Il buon cibo e il buon
vino. E la mia Otranto, of course
Tollero sempre meno
I politici e i politicanti. Quelli che se la
tirano. I turisti che non sanno se sono a Otranto o a Ostuni, tanto per loro è
uguale. Gli amministratori incompetenti. Le persone che non sorridono mai e
quelle che non capiscono l'ironia. Gli uomini allupati. Il cibo giapponese e
cinese.