Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
lunedì, 07 luglio 2008

Ce la possiamo fare

E' dovuto arrivare il 5 luglio, ma pare che alla baia stia iniziando il ripristino delle impostazioni di default.

Yahoo!!
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categorie: mare, estate, otranto, fortuna, battaglie, belle iniziative, baia dei turchi, cose che ti sollevano, patrimoni
venerdì, 28 marzo 2008

Sosteniamo la Campania

mozzarellaMi capita sempre più spesso in questi giorni di pensare alla Campania, ai campani, alla mozzarella di bufala, ai rifiuti e a tutto il resto. Non solo perché l’informazione di massa ce ne sta facendo - erroneamente - un resoconto allarmistico quotidiano e continuo: è proprio perché dentro di me sento una specie di vicinanza, una partecipazione che non riesce a lasciarmi indifferente. Sento di avere troppo in comune con questo territorio, che personalmente non ho mai visitato ma che amerei tanto girare palmo a palmo.

Se non amo la mozzarella di bufala, odio però i luoghi comuni sui napoletani, e guardo da 10 anni Un Posto al Sole: e anche se non ci crederete, da quella mezz’oretta semplice e modesta ho appreso tanto di questo popolo che, ho scoperto, ci assomiglia tantissimo. Un popolo fatto di vicinato, solidarietà, tradizioni, luoghi bellissimi, traffico e turismo sotto il sole, paesini e vicoli tutti da scoprire, bagni di mare nelle acque fredde di aprile, castelli e regge, panorami indimenticabili tutto l’anno, cibi ottimi, e la lista sarebbe ancora lunga.

Continuo a pensare se al posto della Campania, oggi, in pasto alle cronache, ci fosse la Puglia. Se al posto della mozzarella si parlasse di orecchiette, o che ne so, del pane di Altamura, o della burrata, o delle friselle, scegliete voi. Se le prenotazioni fossero zero e le previsioni di arrivi sotto zero, se cominciassero a chiudere gli allevamenti, o le aziende agricole, o le grandi realtà imprenditoriali che mandano avanti la nostra pur debole economia. Se nessuno volesse più venire a vedere quanto di bello abbiamo da offrire perché ha insensatamente paura di mangiare qualcosa che lo contamini, che lo uccida, o di sentire il puzzo dei rifiuti che, in fondo, sono dovunque nel mondo. A Milano, per esempio, cosa credete che ci sia sotterrato sotto le tanto carine collinette dei parchi comunali? E a Otranto, nella Valle delle Memorie dove si dice che qualcuno scarichi abusivamente da anni?

In fondo, se solo qualche giornalista più cattivo approfondisse la questione di Cerano o dell’Italsider di Taranto, magari a Otranto non ci verrebbe più nessuno. Almeno non nei giorni di tramontana.

Pensateci oggi, quando guarderete il telegiornale.

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categorie: speranza, battaglie, un pensiero per
mercoledì, 26 settembre 2007

Situazione Palascia

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Alla fine ieri la pioggia è arrivata. E anche oggi. Magari avesse piovuto sabato, quando è successo quello che vedete nella foto a sinistra. Un incendio è scoppiato proprio a Punta Palascia. Sì, proprio lì, nel luogo da salvare. Nonostante l'intervento dei vigili del fuoco, della guardia forestale e dei volontari, diversi ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti e e vanno ad aggiungersi ai 30 ettari già bruciati due giorni prima, in un altro incendio. La natura di questo disastro sembra sia dolosa. Se questo è vero, si tratta di un atto davvero intollerabile. Da una parte c'è chi lotta perché mari, coste, piante non vengano toccate, sfruttate, abbandonate. E dall'altra c'è chi appicca gli incendi. Andando avanti così la nostra evoluzione non avverrà mai. Per ogni passo avanti, ce ne sono due indietro. Che delusione.




100_1093_8x6E mentre Punta Palascia si lecca le ferite, il Comitato continua imperterrito la sua lotta. Ieri c'è stato l'incontro a Roma sulla questione, e sembra che qualche piccolo risultato ci sia già. Il progetto, innanzitutto, è del Ministero della Difesa e non della Marina Militare e ha già subito alcune modifiche: delle due torri da 11 metri previste inizialmente ne è rimasta solo una. Non ci saranno, poi, alloggi e caserme sconfinate ma solo qualche locale per il deposito dei macchinari. Il Comitato, comunque "cautamente ottimista", ha chiesto che siano vagliate tutte le ipotesi di spostamento della struttura in altra sede ma la Marina insiste: è quello, il punto più a Est, l'unico luogo per il monitoraggio del Canale d'Otranto.

E intanto la Palascia brucia.

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tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:02 | link | commenti (5)
categorie: indignazione, battaglie, autocoscienza, palascia
venerdì, 14 settembre 2007

Siamo sempre al fronte!

15 settembreVi presento la nostra nuova battaglia. Il neonato comitato "Giù le mani dalla costa", che ha già in saccoccia il successo sulla questione Baia dei Turchi, da qualche settimana sta puntando dritto verso un nuovo obiettivo, sicuramente altrettanto importante.

Parliamo del faro della Palascia, che altro non è che il punto più a est d'Italia, quello dove molti di noi hanno atteso l'alba del nuovo millennio. Un luogo che, sulla carta, ha cambiato mille destinazioni - parco naturale, centro culturale, museo, etc etc - ma che fino ad ora non ha trovato una collocazione reale che gli dia il peso che merita.

Ebbene la Marina Militare, tranquillina tranquillina, aveva presentato un "progettino" di ampliamento della loro base sul posto. In altre parole, un altro ecomostro piazzato dove non dovrebbe essere.

Domani, come vedete dal volantino qui accanto, saranno raccolte le firme. Conto anche su di voi, e perché no, sui vostri amici e conoscenti. Questa battaglia è di tutti i salentini! E poi una biciclettata sul mare non ci farebbe tanto bene?

Per concludere vi invito a visitare il sito con tutte le iniziative del Comitato e vi posto il video con il servizio che TeleNorba ha realizzato in occasione della "notte bianca per la Palascia" (18 agosto). E per finire in bellezza, guardate che alba.

Buon weekend!


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tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:31 | link | commenti (8)
categorie: video, battaglie, belle iniziative, palascia

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Otranto

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L'autonomia di azione, l'indipendenza di pensiero, la spontaneità della parola.
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Quelli che quando camminano si guardano intorno, per vedere gli altri, le case, le cose.
I bambini.
Le tradizioni popolari salentine.
Il cinema italiano.
Il buon cibo e il buon vino.
E la mia Otranto, of course

Tollero sempre meno

I politici e i politicanti.
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I turisti che non sanno se sono a Otranto o a Ostuni, tanto per loro è uguale.
Gli amministratori incompetenti.
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