Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
sabato, 12 gennaio 2008

Matrix e la Puglia. Abbiamo perso l'identità?

matrix"Otranto, la città più bella, la città dei trulli, quella con le palle di pietra dei bombardamenti saraceni davanti ai portoni, è stata talmente restaurata da sembrare finta".


Sono parole di Marco Ferrante, giornalista con una lunga carriera (dal Corriere del Mezzogiorno al Foglio fino al Tg5), che rientrano in un servizio sulla Puglia mandato in onda ieri sera a Matrix, su Canale 5. L'argomento della puntata non era "la globalizzazione" o "l'economia turistica", niente di così serio: era semplicemente una nemmeno tanto implicita marchetta al film "L'allenatore nel pallone 2", uscito al cinema proprio in questi giorni.

E così, con il pretesto di rendere omaggio a Lino Banfi, ospite principale della trasmissione, il buon Ferrante decide di vuotare il sacco e riempie il servizio di sue opinioni e teorie personali (come vi dirò dopo). Banfi diventa, nel servizio, semplicemente il simbolo di una "vecchia Puglia" genuina e incontaminata che oggi non esiste più, sommersa dalla globalizzazione, pubblicizzata e patinata, una Puglia che "se la tira troppo", in sostanza. E Otranto, secondo Ferrante, sarebbe proprio l'emblema di questo cambiamento: tra restauri e abbellimenti, avrebbe perso la sua vera identità. (cliccate qui per il video del servizio, vi servirà una buona connessione).

Mi spiace, non sono d’accordo. Sono la prima, è vero, a rimpiangere quella dimensione più semplice e genuina di quando ero bambina, ma al di là di tutto Otranto continua ad essere semplicemente un “paese” e il turismo di massa, pur portando contaminazioni culturali non troppo positive (l’artiginato siciliano o le tuniche indiane esposti nei nostri negozi, per esempio), non ha comunque né perso né sminuito quella che è la nostra identità di fondo. Né tantomeno le mura tirate a lucido o il pavimento nuovo del lungomare sanno di finto. Ho visto cittadine che davvero sembrano una “scenografia”, Lugano, per esempio.

Forse Ferrante dimentica che Otranto ha una storia millenaria e quello che la rende così bella esiste da sempre, che sia restaurato o no. Non siamo noi ad esserci “costruiti”, ci siamo solo mitati ad abbellire ciò che c’era da sempre e di cui gli altri sembrano essersi accorti solo da poco tempo. L’immagine “patinata” del Salento che tanto non piace a questi analisti non ce la siamo costruita da soli (è risaputo che siamo quasi incapaci di farci la giusta pubblicità): l’hanno costruita e diffusa le persone che sono venute a trovarci, e che, impressionate dalle meraviglie viste, hanno cominciato a parlare bene di noi.

Ma Ferrante, ho scoperto facendo una piccola ricerca, ha attinto a piene mani, per questo servizio, a un suo stesso scritto di due anni fa, quando commentava il libro Sud Est di Marco Brando. Allora scriveva: C'è nell'economia turistica il principale paradosso della globalizzazione: porta ricchezza, determina perdita d'identità. La Puglia la sta perdendo. I gerani ai balconi nei centri storici, il prato inglese nelle masserie, le riviste di arredamento pubblicano servizi che descrivono trulli rimessi in ordine e arredati con mobili balinesi. Brando racconta, per esempio, di Otranto: prima che fosse risanata c'era un'aria che oggi non c'è più. Era contemporaneamente l'aria d'oriente e quella dei martiri del colle della Minerva, 1480, assedio di Otranto. La difficoltà di un’economia turistica moderna sta in questo: conservare il massimo possibile della vecchia aria e metterla in commercio”.

Io, nonostante tutto, “quell’aria” a Otranto la sento ancora. E se la vocazione turistica della nostra terra (che è anche la sua fonte di vita, almeno per ora) debba portare a mettere più gerani sui balconi o a piantare prato inglese attorno a una masseria, ben venga.

E voi che ne pensate?

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 20:58 | link | commenti (12)
categorie: opinioni discutibili, otranto, indignazione, autocoscienza
lunedì, 12 novembre 2007

QUANDO MUORE UN RAGAZZO

San Martino se n’è andato, è finito in tragedia mentre a Otranto alcuni chioschetti sparsi per il centro storico invitavano a mangiare le ultime caldarroste della giornata.

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Questo ragazzo, però, ieri ha perso la vita. Una morte assurda ma ancora più assurdo tutto ciò che ne è seguito. Lo sbaglio è stato di un singolo uomo, non di un gruppo, non di un’intera forza armata.

 


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Giustificando e comprendendo la rabbia del fratello o del padre - che è arrivato a gesti come questo - come però comprendere chi si scaglia contro i poliziotti, chi assalta le centrali, chi annuncia rivoluzioni proletarie contro un regime “di terrore” che in realtà non esiste?


Intanto oggi, 12 novembre, è l’anniversario della Strage di Nassiriya e nessuno, proprio nessuno, sembra essersene ricordato. Nemmeno il Corriere della Sera. Siamo tutti troppo occupati a biasimare un poliziotto - senza sapere come sia andata davvero - per ricordare quei nostri 28 connazionali che quel giorno hanno perso la vita. Da allora sono eroi, ma loro non pretendevano di esserlo.


a7_carrisiAllora accanto a Gabriele Sandri oggi voglio ricordare uno tra tutti: era salentino, aveva 23 anni e si chiamava Alessandro Carrisi. Oggi avrebbe avuto l’età di Gabriele. Non era un eroe, ma un ragazzo come tanti. Poteva benissimo essere il nostro compagno di scuola, nostro cugino, il nostro ragazzo. Conosco un’infinità di giovani salentini che, come lui, hanno cercato nella divisa la risposta alle loro mille domande. "Sto bene. Ho tanta voglia di rivedere te, mamma e papà", aveva scritto al fratello nel suo ultimo sms.

 

Due ragazzi normali, né eroi né criminali, morti in maniera assurda. Ma oggi uno è nei pensieri di tutti, l’altro, chissà, ha solo ricevuto un fiore da "mamma e papà".

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 13:54 | link | commenti (6)
categorie: indignazione, autocoscienza, un pensiero per, oltre otranto
mercoledì, 26 settembre 2007

Situazione Palascia

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Alla fine ieri la pioggia è arrivata. E anche oggi. Magari avesse piovuto sabato, quando è successo quello che vedete nella foto a sinistra. Un incendio è scoppiato proprio a Punta Palascia. Sì, proprio lì, nel luogo da salvare. Nonostante l'intervento dei vigili del fuoco, della guardia forestale e dei volontari, diversi ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti e e vanno ad aggiungersi ai 30 ettari già bruciati due giorni prima, in un altro incendio. La natura di questo disastro sembra sia dolosa. Se questo è vero, si tratta di un atto davvero intollerabile. Da una parte c'è chi lotta perché mari, coste, piante non vengano toccate, sfruttate, abbandonate. E dall'altra c'è chi appicca gli incendi. Andando avanti così la nostra evoluzione non avverrà mai. Per ogni passo avanti, ce ne sono due indietro. Che delusione.




100_1093_8x6E mentre Punta Palascia si lecca le ferite, il Comitato continua imperterrito la sua lotta. Ieri c'è stato l'incontro a Roma sulla questione, e sembra che qualche piccolo risultato ci sia già. Il progetto, innanzitutto, è del Ministero della Difesa e non della Marina Militare e ha già subito alcune modifiche: delle due torri da 11 metri previste inizialmente ne è rimasta solo una. Non ci saranno, poi, alloggi e caserme sconfinate ma solo qualche locale per il deposito dei macchinari. Il Comitato, comunque "cautamente ottimista", ha chiesto che siano vagliate tutte le ipotesi di spostamento della struttura in altra sede ma la Marina insiste: è quello, il punto più a Est, l'unico luogo per il monitoraggio del Canale d'Otranto.

E intanto la Palascia brucia.

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tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:02 | link | commenti (5)
categorie: indignazione, battaglie, autocoscienza, palascia
lunedì, 09 luglio 2007

Un passo indietro (quando ci vuole)

puglia air busQuesta settimana si apre con una bella notizia (dopo che quella precedente si è chiusa su una novità invece pessima, come da foto a seguire). Questo loghino qui a sinistra, tanto caruccio ed estivo, è il segno che qualcosa si muove, e non solo in senso letterale ma anche e soprattutto nella testa di imprenditori e politici.

Qualche tempo fa ho rotto le scatole sulla questione trasporti, lamentandomi in particolare dell'inefficienza e dell'inadeguatezza dei servizi sulla tratta aeroporti fuori mano - mondo civile - Otranto in particolare. Non so se il mio post sia stata la causa scatenante del cambiamento (seeeeh!), ma stavolta, almeno su qualche punto, sono costretta a ricredermi e lo faccio molto felicemente perché quando qualcosa va per il verso giusto nella mia piccola e cara terra sono la prima a gioire.

Ebbene, venendo al dunque, qualche giorno fa è ufficialmente nato un servizio confortante, "Puglia Air Bus", che collegherà gli aeroporti di Bari e Brindisi con le principali località della Puglia.

C'è di stra-positivo che:
- ebbene sì, il viaggio continua! Niente più macchinose elucubrazioni su come andare in aeroporto o tornare a casa, niente più turisti lamentosi o dispersi nella campagna brindisina;
- il servizio è assolutamente gratuito, basta aver prenotato un volo, anche low cost, che porti in Puglia;
- la prenotazione è semplice e democratica: via internet sono pochi passi, poi basta stampare la ricevuta; ma c'è anche la possibilità di presentarsi direttamente all'autista con la cedola in mano, e lui farà di tutto per trovarvi un posticino sull'autobus;
- finalmente la società Aeroporti di Puglia ha capito che se vuole aumentare il proprio giro d'affari qualcosina la deve anche sborsare, magari con un aiutino della Regione;
- le destinazioni non sono solo le città maggiori ma anche quelle con maggiore attrattività turistica, quindi anche la nostra Otranto (servita anche da Bari), oltre a Gallipoli, Leuca, San Foca, Torre dell'Orso.

C'è di negativo che:
- la rete non è super-capillare (ma accontentiamoci, a Otranto in fondo arrivano 2 corse al giorno, meglio della vecchia e tanto amata Roana dalla Grecia!)
- ci si ostina a tenere l'Hotel Tiziano di Lecce come City Terminal (peccato che se uno voglia andare, che ne so, a Gagliano del Capo, gli tocca andare a piedi alla Stazione)
- si sta facendo poca pubblicità, per esempio le compagnie che effettuano voli in Puglia ne sanno qualcosa? Oppure un utente medio della Rete deve sperare in un accesso fortuito al sito per volere divino?
- il servizio termina il 15 settembre, data in cui tutte le carrozze di Otranto a mezzanotte torneranno zucche, e noi torneremo ad essere delle meste Cenerentole. Speriamo almeno di aver guadagnato un principe nel frattempo!

(In tutto ciò non ho capito una cosa: ma quale diavolo è "Piazzale Le Palme" a Otranto? Il terminal del bus dovrebbe essere proprio lì. Ho qualche dubbio che abbiano pensato a un posto un po' periferico, quindi saremmo punto e accapo, in effetti)
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:23 | link | commenti (6)
categorie: salento, otranto, autocoscienza, trasporti, cose che ti sollevano
venerdì, 06 luglio 2007

Eventi estivi...

Le ultime stagioni estive, ammettiamolo, sono state un po' povere di eventi: molti di noi otrantini hanno dovuto spostarsi nei paesi per assistere al concerto del proprio cantante o comico prediletto. Non voglio gettare fango sugli operatori del settore ma porre loro soltanto quelle semplici domande che pongo a me stessa da un sacco di tempo:

- Perché i tour teatrali, musicali, cabarettistici etc. non passano quasi mai dalla nostra bella cittadina?
- Come mai siamo capaci di collezionare al massimo due o tre nomi importanti all'anno?
- Dove sono finite quelle fantastiche commedie dialettali intepretate dalla compagnia otrantina fatta di persone appassionate e irresistibili?
- Dov'è finita la "Card" con cui qualche anno fa si acquistavano a un prezzo forfettario tutti i concerti dell'estate?
- Perché l'otrantino medio è costretto ad andare a Gallipoli, Tricase, Lecce o Surbo se vuole semplicemente andare al cinema e vedere qualcosa di diverso da "Natale a New York" o "Spiderman"?

Si accettano ipotesi.

Non abbiamo un teatro o un vero palasport, direte voi. A parte il fatto che le strutture in realtà ci sono (il castello, l'auditorium nuovo nuovo, il campo sportivo etc. -  a meno che qualcuno non ci veda bene Ligabue suonare nel mitico Salone delle suore, che si è consumato a forza di ospitare eventi di ogni genere) a mio parere sono le idee e i contatti giusti che mancano. Qualunque artista o compagnia teatrale sarebbe disposta a passare da noi perlomeno in estate (ma perché no, anche d'inverno con la giusta pubblicità. Se Benigni con la sua Divina Commedia fosse stato a Otranto e non a Lecce, pensate che non avrebbe fatto lo stesso il pienone anche a febbraio?). Non si è ancora capito che ai turisti ma anche agli otrantini non basta fare le vasche tutta l'estate con il cono in mano.

califanoIntanto ecco le due o tre date che abbiamo messo in saccoccia per quest'anno, reggetevi perché saranno da sballo: Teo Teocoli il 29 luglio, Franco Califano il 3 agosto, Amalia Grè il 10 agosto. Forse ci salviamo con i Sud Sound System il 18. Ma - assicurano i nostri pr - ci potrebbero essere delle succulente sorprese: Bono purtoppo ha detto che aveva da fare con il Papa, Madonna ci sta ancora pensando mentre pare siano stati contattati i Rolling Stones ma il telefono di Mick Jagger è irraggiungibile.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 12:46 | link | commenti (16)
categorie: musica, estate, otranto, autocoscienza, sud sound system
mercoledì, 27 giugno 2007

Acqua azzurra, acqua chiara

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Sento sempre più spesso parlare bene del nostro mare, definito "caraibico". Non ci vuole molto per essere daccordo con questa definizione. Io, anche se il mare dei Caraibi, come dire, l'ho visto solo col binocolo, immagino che sia così azzurro, così trasparente, così cristallino come il nostro, dove puoi tranquillamente contare uno per uno i granelli di sabbia sul fondo, quando è calmo.


E i dati lo confermano: l'Arpa di Lecce, che qualche mese fa ha effettuato i prelievi in tutto il Salento, attesta che il mare otrantino è totalmente trasparente, in alcuni punti addirittura fino a 12 metri di profondità. Niente streptococchi, niente sostanze tensioattive, niente oli minerali. Straordinario, direte voi.

Ebbene sì, il mare è trasparente. Molto trasparente. Stupendo, invitante, rilassante. Come sempre, però, per trovare il marcio bisogna scavare! I prelievi sono stati fatti a 30 centimetri di profondità. Pare che facendo un giro qualche metro più in giù, per esempio fino ai fondali, si possano incontrare delle sorpresine poco gradite. Immaginatevi la serie più diversificata di rifiuti che vi venga in mente: ecco, quelli.

Il mare resta fantastico, ma beati noi che galleggiamo senza troppo sforzo!
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 15:22 | link | commenti (2)
categorie: mare, autocoscienza
lunedì, 18 giugno 2007

Persone straordinarie

io parloQuante volte ci lamentiamo di qualunque cosa, passiamo le nostre giornate eternamente insoddisfatti, ci buttiamo giù per un fastidio, un piccolo dolore passeggero, un prurito!

E' capitato sulla mia strada questo libro, Io parlo: si legge tutto d'un fiato e commuove, fa pensare, fa respirare con una consapevolezza diversa.

A 33 anni questa donna, Laetitia, francese, sposata con 3 figli, faceva una vita da wonder woman, girando il mondo come pr di un'importante casa farmaceutica. Si trovava ad Atlanta nel '99 quando un mal di testa non la lasciava dormire. Era l'inizio di un ictus.

In casi molto rari - "solo" 4mila persone al mondo - l'ictus può portare un danno al tronco cerebrale causando la sindrome "locked-in". Perché si è davvero "chiusi dentro", chiusi nel proprio corpo. Immaginate di svegliarvi e di essere perfettamente lucidi, ma di non riuscire a dire una sola parola, né a muovere un singolo arto. Solo le palpebre. Niente più sorrisi, abbracci, ammiccamenti, gesti quotidiani. Niente più controllo, solo lacrime. Sembra uno di quegli incubi notturni da cui, però, ci si risveglia sempre. Ma per queste persone è la realtà. Quanto vale la loro vita per le case farmaceutiche e per la ricerca? Forse nulla, dato che per questa come per molte altre malattie rare non esiste cura. Semplicemente perché non c'è alcun interesse a cercarla.

Questa donna nel mondo è chiamata "la miracolata", perché dopo un mese ha mosso un dito, e dopo due ha ridetto le sue prime parole: "io parlo". Ora conduce una vita "normale", ma comunque difficile perché è rimasta handicappata all'80%, ma soprattutto ora è consapevole di ciò che veramente conta e lo sta dicendo al mondo. Della felicità che spesso si nasconde dietro ogni minuto, dietro le nostre cose di sempre, dietro le persone che amiamo.

Ed è così che conclude il libro: "Io ho tutto".
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 17:14 | link | commenti (3)
categorie: letture, autocoscienza
venerdì, 18 maggio 2007

Addio bandiera blu!

spiaggetta estateEcco, ci risiamo! Un'altra cosa che non doveva succedere. Dopo diversi anni di onorata top five nell'elenco delle spiagge "migliori" d'Italia, Otranto sparisce dalla classifica. Ingiustizia? Errore? Boicottaggio?

Niente di tutto questo. La Goletta Verde non sbaglia. Mi dispiace dirlo ma è così. Non fraintendetemi, il nostro è ancora quel meraviglioso mare in cui puoi specchiarti o ritrovare un mazzo di chiavi sul fondo. E' tutto il resto che è cambiato, e la Baia ne è il più chiaro esempio: niente più natura selvaggia, servizi insufficienti per la domanda, costi eccessivamente alti delle strutture turistiche, ma soprattutto scarsa cura del territorio, specie sul fronte della pulizia...

Esatto, il punto secondo me è proprio la pulizia. Non prendiamoci in giro con le solite scuse: "lasciamo le buste in spiaggia perché c'è una ditta incaricata a pulire" (molti bagnanti), "la ditta dovrebbe passare tutti igiorni e se non lo fa non è colpa nostra"(l'amministrazione), "ci sono troppe spiagge da pulire, non possiamo passare tutti i giorni" (la ditta), "sono i locali che sporcano perché non hanno curadei loro beni" (i turisti), "sono i turisti che sanno solo lamentarsi" (i locali)... Nessuno che voglia prendersi una responsabilità. La verità è che "chi è senza peccato scagli la prima pietra".

Restano, poi, i tramonti stupendi, le nuotate guardando le mura, la sabbia finissima, morbida e tiepida, l'acqua cristallina... e questo, in ogni caso, non può ancora togliercelo nessuno, a dispetto di tutte le azioni in senso contrario. Otranto resiste da sola.

Incrociamo tutti insieme le dita perché oggi, magari proprio in questo momento, si sta decidendo il futuro della Baia, e della nostra battaglia...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 11:26 | link | commenti (2)
categorie: mare, speranza, otranto, autocoscienza, bandiera blu, baia dei turchi

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Otranto

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L'autonomia di azione, l'indipendenza di pensiero, la spontaneità della parola.
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Tollero sempre meno

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