Mi capita sempre più spesso in questi giorni di pensare alla Campania, ai campani, alla mozzarella di bufala, ai rifiuti e a tutto il resto. Non solo perché l’informazione di massa ce ne sta facendo - erroneamente - un resoconto allarmistico quotidiano e continuo: è proprio perché dentro di me sento una specie di vicinanza, una partecipazione che non riesce a lasciarmi indifferente. Sento di avere troppo in comune con questo territorio, che personalmente non ho mai visitato ma che amerei tanto girare palmo a palmo.
In fondo, se solo qualche giornalista più cattivo approfondisse la questione di Cerano o dell’Italsider di Taranto, magari a Otranto non ci verrebbe più nessuno. Almeno non nei giorni di tramontana.
Lo confesso, sto pensando di chiudere il blog per un po' perché odio fare le cose a metà, di solito o le faccio bene o non le faccio affatto. Ed è questo anche il motivo per cui non scrivo spesso: non se non ho il tempo sufficiente per mettere giù dei pensieri sensati e senza "orrori" di ortografia....!
Alle porte della primavera, Otranto si sta facendo bella (alla faccia dei giornalisti che dicono che i restauri la rendono finta!): ci sono cantieri dovunque. La passeggiata della domenica è diventata un percorso a ostacoli, ma noi ci sacrifichiamo volentieri perché il risultato, si spera, varrà bene tutta questa pazienza. E poi perché finalmente il metano è arrivato anche qui, nei meandri del centro storico.
Sempre dentro le mura, lunghe ore di sfrenato brainstorming coinvolgono amministratori e operatori turistici ancora reduci dai fasti della Bit. Stanno pensando di anticipare un po’ l’inizio della stagione turistica: pensavano di scegliere GIUGNO come periodo ideale. Fantastica intuizione! Nel frattempo si vocifera che le porte della Cattedrale vengano spesso chiuse con un po’ di anticipo, lasciando palesemente fuori quei gruppi di turisti che magari hanno fatto 300 km per vederla… Chissà, forse è per diminuire il rischio che (come effettivamente accaduto in tempi recenti) i visitatori si portino a casa un souvenir gratuito della nostra bella chiesa, così piccolo che sta in un taschino: una tessera del mosaico…