un saluto veloce... preparatevi perché tra non molto si ricomincia a pieno ritmo!
Le vostre vacanze sono già finite?
bacioni
.
..ripiombo anch'io dal cielo.
Ciao! Come state?
Mi fa piacere sapere che vi manco. Non arrabbiatevi... luglio se ne è andato in un baleno e agosto sta volando via altrettanto in fretta...
Che dirvi, qui a Otranto non si trova più parcheggio né giorno né notte da un bel pezzo, lo scirocco ha ripreso il suo posto dopo tanti lunghi giorni di tramontana che qualche turista l'hanno pure fatto scappare, Mr Dance continua imperterrito a ballare vicino ai portici con il suo juke box ambulante, qualche metro più in là giocolieri e statue umane distolgono l'attenzione dei turisti dalle cose più belle, mentre l'odore della frittura di pesce felicemente esala dalle pizzerie e dai ristoranti che guardano ad Oriente.
Parlavo dei pochi "eventi" che costellano questa estate... ma, se escludiamo i concerti di cui vi avevo già detto, ci sono stati altri spettacolo di rilievo che pure mi hanno, come dire, sedotta: nel teatro arena del porto una magnifica scenografia ha fatto da sfondo all'opera "federico II", finalmente uno spettacolo come si deve che fa tappa qui. Domani sera, poi, un evento eccezionale: per festeggiare i suoi primi dieci anni, la Notte della Taranta lascia la Grecìa e si dirige a Otranto, per un concerto che si annuncia degno di quello di Melpignano. Sarò in prima fila!

L'altra sera, poi, sono arrivata giù tardi, con la mia solita calma. Erano le undici e il cielo stellato appena pulito dalla tramontana non lasciava dubbi: una serata magnifica. La mia passeggiata è iniziata come sempre dal lungomare "vecchio", quello con il molo, la torre, la statua di Idrusa. Camminavo e guardavo qua e là, ammirando il pavimento tutto nuovo che fa sembrare il lungomare più grande e più delicato. Una folla era affacciata dalla ringhiera anni Cinquanta e batteva le mani tutta presa da uno strano fervore: dovevo per forza affacciarmi anch'io. Ai miei occhi si è presentato uno spettacolo davvero suggestivo: un palchetto modesto, quattro musicisti in abito scuro, qualche vecchia canzone d'amore. Alle spalle, la luna si specchiava nell'acqua e le solite poche barchette ormeggiate nel molo bianco ondeggiavano tranquille. Senza pensarci due volte, ho iniziato ad applaudire anch'io. Battevo le mani alla bellezza e all'unicità di quel luogo in quel momento, a quello spettacolo insolito in cui cultura e natura si fondevano.
Anche questo è l'agosto otrantino!