... famme na grazia a mie e a tutte quante. Eccoci qua. 29 giugno, Galatina. Il giorno in cui San Paolo esorcizza tarantati e tarantate. Il tripudio di quella che è la caratteristica forse più nota della nostra cultura popolare: il tarantismo.
Non mi profonderò in spiegazioni storiche, antropologiche, linguistiche. Immagino che ne siate saturi. Mi limiterò a dire a parole ciò che in fondo trasmette da sola l'immagine qui sopra: io amo questa tradizione per il suo mix unico di sensualità, misticismo, popolo, parole e note, passione, comunità.
Galatina, in fondo, oggi è un po' il centro del mondo, o almeno del Salento. Allora non è famosa solo per l'Ospedale in cui siamo nati un po' tutti, o per l'unico ristorante messicano nel giro di km e km, e nemmeno per la "Zona franca", dove una birra in compagnia è sempre piacevole. A Galatina c'è il fulcro di quella cultura secolare che ci vantiamo di avere ma che soprattutto portiamo nel cuore, pensando ai nostri avi che magari hanno suonato per una tarantata, o ne hanno avuta una in casa, o si limitivano a credere che la pizzica potesse salvare le vite, o semplicemente adoravano quella musica, la cantavano con naturalezza, componevano strofe al mattino nella strada verso la campagna, o al tramonto davanti a una frisa assaporata in compagnia all'ombra degli ulivi.
Fate un giro nel centro storico di Galatina quando il sole è a picco, entrate nelle chiesette e perdetevi nelle stradine. Sentirete anche voi la Storia camminarvi accanto. Sarà molto meglio di tutte quelle miriadi di concerti e concertini in ogni dove, diventati ormai una prerogativa degli sballoni, del vino/acqua nelle bottiglie di plastica, dei picnic sull'erba e dell'artigianato africano.
"Io devo andare al mare e poi
lasciarmi amare almeno un po’
Voglio sfinirmi più che mai
ballare quello che si può
Io devo credere ai miei sogni
per dare un senso ai miei perché
Voglio impedire solo che
la vita scelga anche per me"
(dolcenera)

Sento sempre più spesso parlare bene del nostro mare, definito "caraibico". Non ci vuole molto per essere daccordo con questa definizione. Io, anche se il mare dei Caraibi, come dire, l'ho visto solo col binocolo, immagino che sia così azzurro, così trasparente, così cristallino come il nostro, dove puoi tranquillamente contare uno per uno i granelli di sabbia sul fondo, quando è calmo.
E i dati lo confermano: l'Arpa di Lecce, che qualche mese fa ha effettuato i prelievi in tutto il Salento, attesta che il mare otrantino è totalmente trasparente, in alcuni punti addirittura fino a 12 metri di profondità. Niente streptococchi, niente sostanze tensioattive, niente oli minerali. Straordinario, direte voi.
Ebbene sì, il mare è trasparente. Molto trasparente. Stupendo, invitante, rilassante. Come sempre, però, per trovare il marcio bisogna scavare! I prelievi sono stati fatti a 30 centimetri di profondità. Pare che facendo un giro qualche metro più in giù, per esempio fino ai fondali, si possano incontrare delle sorpresine poco gradite. Immaginatevi la serie più diversificata di rifiuti che vi venga in mente: ecco, quelli.
Il mare resta fantastico, ma beati noi che galleggiamo senza troppo sforzo!
Sì, a qualcuno piace caldo, pure a me, ma come direbbe mia nonna se fosse qui:
"u troppu stroppia"!
Non disperate: per la mia teoria à la Pollyanna di trovare sempre il lato positivo delle cose, ho subito una riflessione "fresca fresca" per voi: lo scirocco dall'Africa ci sta sciogliendo, ma pensateci bene, la tramontana porta con sé, secondo il Cnr, i residui velenosi delle centrali di Brindisi e Taranto... tant'è, ci conviene sopportare!
Quando leggo locandine come questa, mi si apre il cuore. Non è un'accozzaglia di vip ma un degnissimo gruppo di studiosi, critici e intellettuali da più parti del mondo quello che animerà Otranto e il suo castello il prossimo weekend.
Si parlerà della vita, della politica e della cultura di quell'Oriente che per Otranto è così importante e così vicino... basta pensare al mosaico e a tutto ciò che rappresenta.
Ci saranno i maggiori esperti italiani di relazioni internazionali, i giornalisti inviati in quelle terre come Tony Capuozzo e Duilio Gianmaria, i sociologi e i teologi, e si parlerà anche di cinema iraniano con registi e critici, e il nostro Edoardo Winspeare. A chiunque sia in zona... consiglio vivamente di non perderlo!
Sul "miglior modo di viaggiare" avrei qualche dubbio, ma l'intenzione c'è e anche qualche beneficio. Lasciando perdere il sito (che di bello ha questa home page ma per il resto è un po' sguarnito, ma comunque grazie al cielo da quest'anno esiste), "Salento in bus", la cui stagione 2007 è partita ieri, è effettivamente solo il minimo che la nostra piccola terra può fare per ottimizzare i trasporti, perlomeno dopo l'illusione della famigerata linea metropolitana ad alta tecnologia, che secondo me è come il ponte sullo Stretto, ovvero non si farà mai.
I trasporti sono essenziali per lo sviluppo del Salento e i nostri amministratori sembrano non volerlo capire. E non solo d'estate: dovrebbero essere efficienti tutto l'anno, per noi che ci abitiamo e non solo per i turisti, per noi che abbiamo l'auto dal meccanico e dobbiamo andare a lavorare lo stesso, per noi che studiamo all'università e vorremmo non alzarci alle 4 per prendere l'unico bus disponibile, per noi che vorremmo tenere aperti gli agriturismi e gli hotel più a lungo ma non abbiamo il coraggio di dire sempre ai clienti: "mi raccomando portate la macchina".
Prendiamo il caso dell'aeroporto. Il perché non si voglia aprire al pubblico quello di Galatina sembra il quarto mistero di Fatima (e se lo dessero sempre alla stessa ditta di Brindisi e Bari? niente da fare, nemmeno così). Ma accontentiamoci di quello di Brindisi: non so se l'avete frequentato negli ultimi tempi, ma dopo il restyling è davvero carino e moderno. Peccato che, semplicemente attraversandone la soglia, ci sia il nulla. C'è l'autobus per Lecce, direte voi. Ok, ma indovinate dove vi lascia: al city terminal. Un nome che va preso alla lettera, perché ti porta esattamente dove finisce la città. Avete presente il Bar Commercio? Immaginate un turista di mezza età, magari europeo o americano, che scende e chiede dov'è la stazione. Come potrà reagire quando scoprirà che dista diversi km e che le circolari sono come fantasmi? Ma soprattutto, una volta giunto distrutto al sospirato treno (o littorina, che è meglio) come prenderà il fatto di impiegare circa 1 ora e mezza con 1 cambio per arrivare a Otranto (a soli 40 km?).
Non sono io che sono un genio, sono osservazioni elementari. Eppure non si muove una foglia, a parte il modestissimo Salento in Bus. E' una questione di mentalità. Vi racconto questa: un mio amico doveva andare a Milano. Ha lasciato la macchina a Lecce e ha chiesto allo sportello della stazione come si raggiungesse l'aeroporto. Ecco la tragicomica risposta (immaginatevela detta con un accento bello pesante e la voce nasale): "Senti bello, qui solo due o tre treni scassati abbiamo".
Eh sì, oggi decisamente ci vogliono questi!
(ammesso e non concesso che ciascuno di noi ne possieda un paio, anche se non sempre di D&G come questi - almeno non i miei, non so voi come siete messi)
Tranquilli, questo non è un post sul film dello Sbarco in Normandia (nonostante il titolo), sto solo parlando del solstizio d'estate, che è oggi. Il che vuol dire che ci godremo la massima quantità di sole in tutto l'anno, circa 15 ore.
A Otranto, che come tutti sanno è il punto più a est d'Italia, il sole è già alto delle 5:16 e ce la caveremo con un tramonto alle 20:22... dopodiché campo libero alle zanzare. Che estate sia!
Per molti l'estate è già cominciata, io invece mi godo questa vigilia contemplando la calura di oggi, le pietre che si fanno bianche al sole e scottano luccicano sudano, i turisti sempre più numerosi che solcano il centro storico con sguardi curiosi e rilassati, i pochi otrantini che si mimetizzano tra di loro ma che si riconoscono sempre dal passo più veloce, da un saluto fugace all'amico, dalle scorciatoie imboccate in fretta, dal giornale sotto il braccio!
Pare ci attenda un'estate affollata più del solito: ogni anno fioccano le previsioni ottimistiche più o meno vere in proposito - servono più che altro da incoraggiamento - ma questo 2007 ha portato, secondo le statistiche, un aumento dell'afflusso di ben il 5% dei visitatori solo a giugno... La nostra Puglia è, dopo la Sardegna, la seconda mèta di mare prediletta dagli italiani, e Otranto il posto più gettonato della regione!
A sentire questi dati il tipico commerciante o imprenditore ventrijancu sorride, si sfrega le mani pensando alla sua crociera di Ottobre, si arma di coraggio ed è convinto che tre mesi voleranno in un baleno. Tra qualche giorno si ricorderà di tutti i suoi bagni mai fatti, delle sue notti insonni, delle situazioni "border line" in cui ogni pazienza non basta... e assumerà la sua aria contrita di Luglio, che si trasfomerà in un sano paio di occhiaie in Agosto. Parola di scout!
OFF TOPIC: Ho superato le 1000 visite!
Quante volte ci lamentiamo di qualunque cosa, passiamo le nostre giornate eternamente insoddisfatti, ci buttiamo giù per un fastidio, un piccolo dolore passeggero, un prurito!
E' capitato sulla mia strada questo libro, Io parlo: si legge tutto d'un fiato e commuove, fa pensare, fa respirare con una consapevolezza diversa.
A 33 anni questa donna, Laetitia, francese, sposata con 3 figli, faceva una vita da wonder woman, girando il mondo come pr di un'importante casa farmaceutica. Si trovava ad Atlanta nel '99 quando un mal di testa non la lasciava dormire. Era l'inizio di un ictus.
In casi molto rari - "solo" 4mila persone al mondo - l'ictus può portare un danno al tronco cerebrale causando la sindrome "locked-in". Perché si è davvero "chiusi dentro", chiusi nel proprio corpo. Immaginate di svegliarvi e di essere perfettamente lucidi, ma di non riuscire a dire una sola parola, né a muovere un singolo arto. Solo le palpebre. Niente più sorrisi, abbracci, ammiccamenti, gesti quotidiani. Niente più controllo, solo lacrime. Sembra uno di quegli incubi notturni da cui, però, ci si risveglia sempre. Ma per queste persone è la realtà. Quanto vale la loro vita per le case farmaceutiche e per la ricerca? Forse nulla, dato che per questa come per molte altre malattie rare non esiste cura. Semplicemente perché non c'è alcun interesse a cercarla.
Questa donna nel mondo è chiamata "la miracolata", perché dopo un mese ha mosso un dito, e dopo due ha ridetto le sue prime parole: "io parlo". Ora conduce una vita "normale", ma comunque difficile perché è rimasta handicappata all'80%, ma soprattutto ora è consapevole di ciò che veramente conta e lo sta dicendo al mondo. Della felicità che spesso si nasconde dietro ogni minuto, dietro le nostre cose di sempre, dietro le persone che amiamo.
Ed è così che conclude il libro: "Io ho tutto".
AGGIORNAMENTO: L'incontro al Castello continuerà oggi, 18 giugno, dalle 20, sempre al Castello. Parteciperà anche il nuovo Assessore alle Politiche ambientali, Salvatore Miggiano.
Non ho davvero parole, oggi, per descrivere tutta la rabbia che sento! Mi scuso con tutti per la mia assenza dal blog, ma il lavoro ha fatto la sua parte... Nel frattempo è giunta una pessima notizia e tutto il resto è passato in secondo piano: il Tar di Lecce ha respinto la richiesta di sospensione della concessione alla Baia....
...E ora? E ora la mobilitazione continua, ma mi sembra sempre di più uno di quegli incubi notturni in cui sei in mezzo alla folla, gridi, urli, scalpiti, ma nessuno ti sente e tutti ti passano avanti indifferenti...
La questione è diventata complicatissima, i lavori proseguono e l'estate è alle porte... ho la sensazione che questa estate non sarà come le altre. Ma non bisogna arrendersi! Invito tutti coloro che stanno leggendo a partecipare domenica 17 giugno, alle 19, all'incontro al Castello.
Ed ecco le dichiarazioni fatte in consiglio comunale:
Bruni: "Il ricorso al Tar che il Comune aveva presentato per salvare la Baia dei Turchi è stato respinto. Valutiamo di ricorrere al Consiglio di Stato per non lasciare la nostra battaglia a metà".
Cariddi: "A noi tutti preoccupa molto e sta a cuore la Baia dei Turchi. Ma mi preoccupano tutte le concessioni che in questi anni sono state rilasciate dal Demanio in barba anche ai pareri dell'Amministrazione Comunale. La Baia dei Turchi ci sta particolarmente a cuore, ma noi vedremo di revocare anche tutte le altre concessioni che non ci sono piaciute in questi anni".
Mah.