Otrantodiversa

Otranto come è diventata, come la penso, come la vorrei.
Bellezza e tristezza della Porta d'Oriente
mercoledì, 30 maggio 2007

La crepe otrantina, come lei non ce n'è

crepes
Mentre in paese si alternano profezie apocalittiche dei vinti e bicchieri di spumante dei vincitori, oggi ho deciso di deliziarvi con un post su una caratteristica di Otranto che non lascia indifferente nessuno: la "crepe all'otrantina maniera".

In Italia possiamo trovare tanti tipi di crepes: c'è quella morbida (per non dire floscia) adagiata sul piatto in attesa di essere tagliuzzata (orrore! tutta la nutella traborda, e la perdi), c'è quella che sta in piedi ma se non la mangi entro 10 secondi si ammoscia come una rosellina sotto il sole, ci sono le varianti diaboliche con la frutta, la panna o il gelato sopra (come se non fosse già buona da sola), e poi c'è quella otrantina, che la trovi solo a Otranto, non c'è storia. Neanche a Maglie, solo 18 km più in là, la sanno fare.

La crepe otrantina, diretta discendente di quella parigina, costa dai 2 euro in su e fu inventata all'inizio degli anni Ottanta da un gruppo di italo-francesi. La fama e la fame si sono accresciute con gli anni, e la crepes ha conquistato, dopo i suoi primi amori, i bambini, anche una foltissima schiera di adulti, che con la scusa di accompagnare la prole...

E le famose "roulottes" sono aumentate, poi sono state piazzate una vicina all'altra e, quando da via Cristoforo Colombo (pochi sanno che quella via si chiama così! Parliamo di quella che costeggia la villa) sono state trasferite vicino al fiume Idro, la parola "crepes" si è improvvisamente arricchita di significati, arrivando a connotare un luogo, un'atmosfera, una generazione, un atteggiamento. E fu cosi che tutti gli adolescenti e i giovani cominciarono a fare delle "crepes" il loro luogo privilegiato. E come si rinfrescavano, nelle calde sere d'estate, rifugiandosi nelle mitiche cabine telefoniche con l'aria condizionata... (quanto sono durate, un anno?) Io propongo al nuovo sindaco di rinominare quello spazio come "piazzetta crepes".

Ma bando alle ciance, a parte la geografia e la toponomastica anche la crepe otrantina si divide in sottocategorie. Prima di tutto c'è quella salata (un po' boicottata perché la dolce, si sa, sazia di più. La crepe salata è ormai prevista solo come antipasto per quella dolce!) e poi c'è la mitica crepe dolce, di cui la capostipite e regina insuperabile è ovviamente quella alla nutella. Io davvero non capisco quali turbe psichiche abbiano quelli che scelgono la "crepe con lo zucchero a velo". E' come la coca cola senza bollicine.

A Otranto puoi sfiziarti poi tra un'infinita varietà di gusti e versioni, gamma che ogni anno si arricchisce: gli smarties, la nutella bianca, il cocco, le noccioline, i cereali, il bayles, la panna... e il bello indovinate qual è? Che qualunque cosa tu ci metta, la crepe sta sempre in piedi, non crolla! E poi non tutte sono uguali: Fabrice, per esempio, la fa più morbida e pastosa, mentre Marcello (erede della premiata ditta "Le roi") le fa più croccanti e le riempie fino a star male... de gustibus!

Ma una domanda prima o poi ai nostri mitici "creppari" gliela voglio proprio fare: quando vi preparate tutti quei pentoloni di impasto? ci mettete il viagra per farla stare così rigida? ma soprattutto dove si comprano quei barattoli di nutella giganti?????
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 17:03 | link | commenti (6)
categorie: ricordi, storia, otranto, nutella, crepes, cose che ti sollevano
martedì, 29 maggio 2007

Caro Luciano

lucianocariddi
Eccolo qui, il nuovo sindaco di Otranto. Ha vinto per poco più di 270 voti, ma ha vinto! Chissà qual è stata la prima cosa che ha pensato stamattina al suo risveglio... Ormai i festeggiamenti sono belli e finiti, è già tempo di mettersi al lavoro senza tanti convenevoli.




Come ho sempre detto, non ho "parteggiato" realmente per uno dei due candidati: sono entrambi giovani, in gamba, carismatici e ben "intrallazzati". Solo, penso che cambiare ogni tanto faccia bene, magari delle persone nuove daranno un'aria nuova, un respiro diverso alla politica otrantina, che da 10 anni si faceva tra "i soliti".

Sarò "contenta" della nuova amministrazione soltanto quando avrà cominciato a dimostrare il proprio valore, la fedeltà ai propri propositi, la moderazione nelle pubbliche discussioni, la volontà di collaborare con l'opposizione per il bene di Otranto, lasciandosi alle spalle gli insulti, i rancori, le inutili e dannose beghe sorte in questa campagna elettorale.

Che dite, riusciranno a sedersi intorno al tavolo di Palazzo Melorio e discutere pacificamente? Ai posteri l'ardua sentenza...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 13:46 | link | commenti
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lunedì, 28 maggio 2007

Un weekend infuocato!

E oggi sarà ancora peggio... visto che in tarda serata, forse, avremo i risultati delle tanto attese elezioni amministrative.

Chissà quale "corso" attende Otranto da domani... chissà quali punti dei programmi diventeranno realtà invece di restare, come sempre succede, solo parole (anche se scripta manent, come si dice). Chissà se la prima cosa che farà il nuovo sindaco sarà quella di prodigarsi per la baia (che è in pericolo ora forse più di prima) dimostrando che il suo impegno era reale.

Ho votato, ma non ho, in realtà, una speranza precisa su chi vorrei che vincesse. So chi vorrei che sedesse in consiglio (e anche chi vorrei non sedesse), questo sì. Vorrei che attorno a quel tavolo ci fossero le persone a cui interessa davvero il futuro del nostro paese: gli umili, i sognatori, gli onesti, i miti, i coraggiosi, gli otrantini da generazioni. Perché Otranto questo si merita e si aspetta: un nuovo corso politico, morale e sociale, in cui gli interessi personali, le faziosità, i monopoli vengano meno in favore di un nuovo "sentire comune" che sia comunità, unione, pubblica discussione, e partecipazione.

In bocca al lupo a entrambe le parti, ma soprattutto sappiate essere ciò che avete promesso. Da oggi stesso.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 09:59 | link | commenti (1)
categorie: politica, otranto, baia dei turchi
venerdì, 25 maggio 2007

Recidivi!

E ci risiamo. Gli operai sono di nuovo al lavoro alla baia, e non stanno smontando ma semplicemente stanno continuando i lavori: la pedana, i tubi dell'acqua, l'acciaio... a me il solo pensiero fa venire i brividi.

E non se ne può più. Comincio davvero ad averne abbastanza di chi fa gli accordi e poi non li rispetta. Sembra che la parola data ormai non conti più nulla. Possibile che in una società evoluta come la nostra ci sia ancora bisogno di ricorrere agli avvocati per stupidaggini del genere?

Qui la battaglia, come avevo previsto, è solo all'inizio.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 10:58 | link | commenti (3)
categorie: indignazione, baia dei turchi
mercoledì, 23 maggio 2007

Il mio colore preferito

portoQualora non si sia ancora capito, ebbene lo confesso: l'azzurro è il mio colore preferito.

Non parlo dell'azzurro scuro, però, attenzione: per esempio quello della maglia della Nazionale (pur amandolo per altri motivi) non mi piace. Né tantomeno sto facendo riferimenti tra le righe a colori politici e a gente con la bandana... Niente di tutto ciò!

L'azzurro che io amo è quello chiaro, che se c'è tanto sole tende al bianco e al violetto. Diciamo che si avvicina molto a quello del cielo di questa foto, però del cielo a metà, quello subito dopo il tramonto. A Otranto ho sempre l'imbarazzo della scelta tra le tonalità di azzurro, sia quelle del cielo che quelle del mare, quasi sempre non riesco a decidere quale sia la più bella.

L'azzurro, poi, non tradisce ciò che viene detto sul suo conto: non solo rilassa ma porta anche fortuna. Se devo scrivere una lettera importante, a cui tengo molto, indovinate che carta scelgo? azzurra, chiaramente. Ma non pensate che io sia una di quelle che ha tutto azzurro: la casa, i vestiti, la macchina, il blog... Il fatto è che amo talmente tanto questo colore da riservarlo per la parte più intima della mia vita. E ogni volta che mi trovo di fronte al mare, quella parte di me comunica con lui, ed è subito feeling.
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 16:47 | link | commenti (4)
categorie: mare, about me
martedì, 22 maggio 2007

Lui ha le chiavi di Otranto

sanfrancescodapaolaLa festa di San Francesco è appena passata, ed io, presa a commentare i fatti politici, stavo quasi per lasciarla trascorrere senza scrivere una riga.
Si meriterebbe un romanzo, invece, o meglio un film, questo Santo a cui noi otrantini siamo legatissimi, perché aveva presagito il martirio del 1480 e aveva disperatamente tentato di evitarlo. A lui, per sempre, sono affidate in consegna le chiavi della nostra città. Ogni anno mi commuovo quando il sindaco compie questo gesto in piazza, vicino all'arco di Porta Terra. Ripenso ai nostri nonni e padri che proprio lì, tutti riuniti, compievano questo rito come facevano i loro padri e nonni.
Il volto di San Francesco, da bambina, mi metteva paura: tutto cominciò un giorno quando, per caso, mi trovai improvvisamente da sola in chiesa. Davo le spalle alla statua. Mi voltai e, nella penombra, San Francesco sembrava guardarmi con quell'espressione severa, densa di dolore, intrisa di sofferenza. Non ebbi il coraggio di mantenere oltre lo sguardo.

Con gli anni, poi, ho compreso l'importanza di questa figura per la nostra città. Ho scoperto la storia di un frate semplice, che aveva il coraggio di alzare la voce contro i potenti e predicava una vita "minima",  fondando e portando avanti il suo ordine in 91 anni di vita e di continui miracoli. Un uomo di altissimi ideali che viaggiava per l'Italia istituendo i propri conventi: capitato anche a Otranto, se ne innamorò, e quel 28 luglio 1480 chiuse le porte della città e ne gettò le chiavi in mare, per evitare ciò che ormai era inevitabile. Chissà cosa pensava mentre guardava, su quel colle dove aveva deciso di porre la sua chiesa, quei valorosi otrantini che morivano per scrivere un pezzo di storia...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:50 | link | commenti (1)
categorie: storia, otranto, santi e patroni
lunedì, 21 maggio 2007

derecha, izquierda

politico

Ma quanto sarebbe bello se i politici avessero tutti questa faccia, o meglio questa forma mentis: cioè quella del comico (che nel film "L'uomo dell'anno" diventa il presidente degli Stati Uniti).





Lo confesso, io non ho una parte politica precisa, in generale credo che la politica non sia un bel mestiere, perché è nata per semplificare le cose e invece non fa altro che complicarle. Siamo arrivati a un punto, in Italia, in cui stare a destra o a sinistra non ha più senso, è solo un modo per intessere relazioni con "quelli che ti interessano".

Dobbiamo andare indietro di oltre mezzo secolo per trovare delle connotazioni precise per queste due parti. Dopo, infatti, sono diventate nient'altro che una moda, e ora non sono neanche quella.

Ma veniamo a Otranto: sono giorni infuocati, e quella che sembrava partita come una competizione sana e civile si sta trasformando, pian piano, in una lotta a colpi bassi: io ti rinfaccio quello, tu mi rinfacci quell'altro, e via dicendo. Non c'è politica (in senso nobile) in questo, non c'è progettualità, c'è solo da entrambe le parti una mera ricerca della vittoria.

Mi chiedo quanti tra i candidati ricerchino davvero il bene del nostro paese e non quello personale. Potrei dirlo con certezza solo di due o tre persone. Pochine, vero?

Siamo ad un punto nevralgico della nostra storia: un punto in cui Otranto può affondare o risorgere, può crescere oppure tornare indietro. Ma questo, secondo me, non dipenderà da chi vincerà: il nostro futuro sarà dettato dall'atteggiamento che tutti, futura maggioranza e futura opposizione, sapranno avere nei confronti della tecnologia, del benessere, del turismo di qualità, della parola data ai giovani. Mi piacerebbe tanto che Otranto tornasse ad essere prima un "paese" da gestire, poi un marchio da vendere (e non  svendere)...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 15:28 | link | commenti (3)
categorie: politica, otranto
sabato, 19 maggio 2007

Guardate qua

Ho trovato un video fresco fresco di aggiunta su YouTube... E' una visione di Otranto un po'  "trascendentale" ma comunque molto bella, soprattutto per le immagini (mi complimento con le due registe!). Il testo è quello di Cotroneo nel suo libro "Otranto", romanzo secondo me lodevole per le intenzioni e il soggetto, ma eccessivamente complicato e anche un po' troppo inverosimile... Ma qui si parla di Otranto come "città dei martiri", e allora la visione è dovuta!
Buon weekend a tutti!

tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 14:31 | link | commenti (7)
categorie: video, otranto
venerdì, 18 maggio 2007

Non me la sento

Non me la sento, proprio così! Ancora non mi sento di cantare vittoria di fronte a una serie di bei discorsi giuntici oggi da Bari.

Non so perché, non riesco a fidarmi al 100% di questo impegno alla "traslazione" che dovrebbe essere la salvezza della nostra Baia.

Sarà che la geometria non è mai piaciuta. E neanche la politica.

Ho bisogno di vedere i fatti prima di fidarmi del tutto... Però una cosa mi sento di dirla: e cioè che oggi è stato fatto un grandissimo passo avanti, e il merito è di tutti quelli che ci hanno creduto, gli otrantini (quando ci vuole ci vuole!) e i ragazzi del blog in primis, di tutti quelli che hanno firmato, di quelli che hanno fatto telefonate e di quelli che - perché no - hanno sperato e pregato.

Però continuiamo a stare in campana!
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 20:13 | link | commenti
categorie: speranza, baia dei turchi
venerdì, 18 maggio 2007

Addio bandiera blu!

spiaggetta estateEcco, ci risiamo! Un'altra cosa che non doveva succedere. Dopo diversi anni di onorata top five nell'elenco delle spiagge "migliori" d'Italia, Otranto sparisce dalla classifica. Ingiustizia? Errore? Boicottaggio?

Niente di tutto questo. La Goletta Verde non sbaglia. Mi dispiace dirlo ma è così. Non fraintendetemi, il nostro è ancora quel meraviglioso mare in cui puoi specchiarti o ritrovare un mazzo di chiavi sul fondo. E' tutto il resto che è cambiato, e la Baia ne è il più chiaro esempio: niente più natura selvaggia, servizi insufficienti per la domanda, costi eccessivamente alti delle strutture turistiche, ma soprattutto scarsa cura del territorio, specie sul fronte della pulizia...

Esatto, il punto secondo me è proprio la pulizia. Non prendiamoci in giro con le solite scuse: "lasciamo le buste in spiaggia perché c'è una ditta incaricata a pulire" (molti bagnanti), "la ditta dovrebbe passare tutti igiorni e se non lo fa non è colpa nostra"(l'amministrazione), "ci sono troppe spiagge da pulire, non possiamo passare tutti i giorni" (la ditta), "sono i locali che sporcano perché non hanno curadei loro beni" (i turisti), "sono i turisti che sanno solo lamentarsi" (i locali)... Nessuno che voglia prendersi una responsabilità. La verità è che "chi è senza peccato scagli la prima pietra".

Restano, poi, i tramonti stupendi, le nuotate guardando le mura, la sabbia finissima, morbida e tiepida, l'acqua cristallina... e questo, in ogni caso, non può ancora togliercelo nessuno, a dispetto di tutte le azioni in senso contrario. Otranto resiste da sola.

Incrociamo tutti insieme le dita perché oggi, magari proprio in questo momento, si sta decidendo il futuro della Baia, e della nostra battaglia...
tutta farina del sacco di Otrantodiversa uscita alle ore 11:26 | link | commenti (2)
categorie: mare, speranza, otranto, autocoscienza, bandiera blu, baia dei turchi

In due parole

Blogger: Otrantodiversa
Sono un'otrantina, una salentina, sono innamorata delle mie radici ma sono anche infelice quando penso a quella Otranto in cui sono cresciuta, che era un paese con un'anima e non una vetrina tenuta male. Oggi, Otranto sopravvive da sola, si nutre della sua stessa bellezza che, nonostante i continui sbagli di chi la abita e la amministra, sembra non voler perire mai...

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Otranto

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